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WSIS: braccio di ferro tra gli Usa e il resto del mondo sulla gestione di Internet

PMI BUSINESS, clicca qui per leggere la rassegna di Key4Biz , 21.10.2005 17:00

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La governance di Internet è stato l’argomento al centro del dibattito internazionale a partire dalla prima edizione del Summit mondiale sulla società dell’informazione (WSIS) di Ginevra nel 2003.

La prima fase del WSIS ha stabilito l’importanza del tema della governance, ma non ha prodotto nessuna proposta concreta su un nuovo sistema di gestione, pur dando vita a un apposito Working Group (WGIG) con l’obiettivo di studiare delle raccomandazioni da presentare nella seconda edizione del Summit, che si terrà a Tunisi dal 16 al 18 novembre.

In vista di questo nuovo appuntamento, dunque, si infiamma il dibattito che vede contrapposti, da un lato, chi teme che la Rete sia controllata da interessi commerciali piuttosto che essere gestita come una risorsa globale disponibile per tutti.

Dall’altro, c’è chi invece crede che una riforma della governance mascheri più che altro il desiderio di alcuni governi di controllare i contenuti trasmessi e limitare la libertà di espressione sul Web.

Attualmente, Internet non ha un singolo sistema di governance: diversi aspetti sono gestiti da organizzazioni differenti.

La questione alla base delle polemiche in corso, sollevata proprio da un report del WGIG a luglio, è se i governi debbano avere un ruolo più ampio all’interno dell’ICANN, l’organismo creato nel 1998 con l’incarico della gestione internazionale dei nomi di dominio e delle questioni tecniche legate al Web, sotto il controllo del ministero del Commercio americano.

In questo caso, si profilerebbe la creazione di un ente intergovernativo, sotto l’egida dell’ITU, organismo delle Nazioni Unite.

Chi si oppone a questa visione, gli Usa in primis, crede che l’attuale sistema di gestione vada più che bene, e teme che dare più potere ai governi possa tradursi

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