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Borse su, nonostante l’inflazione cinese PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di Morningstar , 15.03.2010 09:20  Iscriviti GRATIS ai segnali Buy/Sell in Email e SMS! Le Borse mondiali chiudono tutte in positivo l’ottava. L’indice Msci World è balzato dell’1,9% (dati in euro all’11 marzo). Wall Street è stata praticamente in linea con la media mondiale, l’indice Msci Usa è salito di due punti percentuali. Il continente asiatico, Sol levante escluso, ha guadagnato il 2,6%; il Giappone, invece, ha segnato un +1,5%. L’Europa ha chiuso in linea con il resto del mondo (Msci Europe +1,9%). Medaglia d’oro per l’Italia, salita del 3,3%.
Usa
Settimana piuttosto tranquilla per il listino newyorchese, che è stato scosso solo da alcuni dati macro riguardanti il mercato del lavoro. Le richieste di sussidi di disoccupazione sono calate, ma meno del previsto. Negativo il dato sulla fiducia dei consumatori Usa (indice dell’Università del Michigan), che nel mese di marzo si è attestato a 72,5 punti, in calo rispetto alla lettura definitiva di febbraio fermatasi a 73,6 punti. La rilevazione diffusa oggi ha deluso le aspettative della comunità finanziaria che aveva stimato un’indicazione pari a 73,9 punti. In leggero rialzo invece il prezzo del petrolio sulla scia dell’Aie (Agenzia internazionale dell’energia), che ha incrementato di 70 mila barili al giorno le stime della domanda mondiale nel 2010, grazie sopratutto alle richieste della Cina.
Europa
Nel Vecchio continente è acceso il dibattito sulla creazione di un Fondo monetario europeo, che possa serivire in futuro nell’affrontare situazioni come quella greca. Oggi, Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, ha spiegato in un’intervista al Financial Times che “il Fondo dovrà intervenire sotto vincoli molto stretti e solo nei casi che minaccino la stabilità dell’Eurozona”. “Il Fme”, continua, “dovrebbe agire come prestatore di ultima istanza, funzione preclusa alla
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