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Stella, stellina PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di Eugenio Benetazzo , 19.03.2010 12:48  Iscriviti GRATIS ai segnali Buy/Sell in Email e SMS! Ve la ricordate ? Stella, stellina, la notte è piccolina, tutti gli animaletti dormono stretti stretti, e anch’io con la mia mamma, adesso vado a nanna. Chissà quante volte ve l’hanno cantata quando eravate dei pargoletti in culla durante la tenera età ! Direi ora di proporre un rifacimento per adeguarla ai tempi che ci attendono: stella, stellina, il peggio si avvicina, la notte è molto scura, ed io ho tanta paura. Le recenti esternazioni di istituzioni e capi di governo in Europa riguardanti la situazione macroeconomica dell’Europa non possono essere lasciate al mero commento quotidiano, ma devono tentare di essere interpretate. Angela Merckel che propone con rigore teutonico e severità britannica l’uscita dall’area Euro per tutti i paesi non allineati ai parametri di Mastricht, Mario Draghi, in qualità di Presidente del Financial Stability Board, che mette in guardia circa la efficacia e durata della cosidetta “ripresina” in atto, e Jean Claude Trichet che dissente aspramente su queste esternazioni.
Possiamo noi fidarci di questi “cappellai matti” che negli anni precedenti non hanno saputo prevedere che cosa sarebbe accaduto all’economia europea aprendo le frontiere alle merci “globalizzate” di Cindia e parallelamente dando il via alla fiera della cuccagna facendo prestare denaro a tutti senza tanti complimenti ? Come può un’area geografica (la vecchia Europa) che ha voluto inizialmente ostentare tutta la sua magnificenza puntando sul potenziale manifetturiero interno e su grandi flussi di export avere un futuro industriale ed occupazionale, se ora assistiamo lentamente ad una progressiva opera di deindustrializzazione. Ci hanno sempre osannato la privatizzazione di ogni risorsa nazionale come la strada vincente per il successo e la crescita del PIL, ma adesso ci
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