Archiviato l’effetto benefico  Macron, la ripresina europea stenta ad ergersi a nuovo driver di periodo, con i listini azionari che sembrano piuttosto sospesi tra resilienza rispetto alla minaccia terroristica e qualche preoccupazione  sulla  portata delle difficoltà di Trump.

La Cina intanto colleziona un cartellino giallo dall’agenzia internazionale di valutazione Moody’s, che degrada il paese del Dragone a causa dei timori sul rallentamento della crescita economica e sull’aumento del debito governativo.

Sta di fatto che dopo due settimane in cui hanno fatto melina, tanto l’indice Dax quanto il Ftse Mib sono arrivati in test del trespolo dinamico rappresentato dalle rispettive medie mensili dei prezzi, solitamente crocevia dei destini direzionali di periodo.

Procediamo alla ricognizione delle evidenze direzionali (Trend/segnali) ricavati dall’osservazione dei due indici.

FTSE MIB

QUADRO GIORNALIERO

Il segnale di breve sul Ftse Mib si contraddistingue dalla scarsa intensità in questa fase, in parte dovuto alla sua origine, l’intercettazione dello stop protettivo dell’allungo rialzista tentato proprio a metà maggio. Intensità che è da rimpinguare nel momento in cui l’indice sposti il suo campo di azione al di sotto del livello mensile dei prezzi, in recente avvistamento.

Lo stacco dei dividendi di lunedì 22 maggio è intervenuto in ambito di un Trend/segnale di debolezza giornaliero già in corso: tale evento tecnico non ha impattato sulla lettura grafica del segnale di breve, a differenza di quella di calibro settimanale, come vedremo tra un attimo.