La settimana è stata caratterizzata da comportamenti non omogenei tra borse, materie prime e cross valutari. Milano, dopo essersi poggiata sul primo vero supporto rappresentato dal 23,6% di Fibonacci sul periodo 24/7-14/9, in tre sedute ha accelerato al ribasso raggiungendo in maniera precisa il secondo livello (38,2% di Fibonacci) a 15000 punti (chiusura poco sotto a 14975). Detto livello è rafforzato dalla presenza della EMA200 (linea verde) e dalla banda di Bollinger inferiore, nonché da valori molto bassi sullo stocastico (8,92). A questo brusco arretramento del nostro indice (circa 10 punti percentuali dai massimi) con movimento da banda superiore a inferiore, ha fatto eco un ritracciamento molto meno marcato su DAX, su EUROSTOXX e sul BUND, che, invece, hanno raggiunto solo la zona mediana delle bande, e non è stato accompagnato (cosa che avrebbe preoccupato non poco) da una uniforme convergenza dei cross valutari. La presenza di gap, inoltre, avvalora la temporaneità del fenomeno. AUDUSD, EURCHF, EURJPY e, in particolare, EURUSD hanno effettuato un ritracciamento sulla banda mediana preciso, sia nella estensione che nei tempi. EURUSD, inoltre, ha trovato in area 1,2850 il supporto della EMA200 che sarà determinante per la sua eventuale immediata ripartenza. La componente positiva del trend (35), infatti, si è scaricata sufficientemente, senza che la componente negativa salisse o prendesse il sopravvento su di essa (infatti è rimasta a zero), per cui il movimento può inquadrarsi come temporaneo e soggetto a ripartenza. Sembra quasi che quello storno che era nell'aria la scorsa settimana, come più volte ho sottolineato, fosse "frenato" dalle scadenze tecniche di settembre e, una volta venute meno queste, si sia finalmente espresso in tutta la sua forza. USDCAD ci dà segnali positivi sopra 0,99 ma credo che la resistenza terrà sia per la presenza della EMA50, sia per lo stocastico vicino alla zona di ipercomprato. Ma il cross che più di tutti sembra smentire questo fosco quadro è USDJPY. Infatti, la chiusura a 77,94 di venerdì con borse che scendevano contrasta con la descrizione pessimista che molti operatori hanno fatto, anticipando appunto una ripartenza. L'altra anomalia correlata al quadro generale è data dalle materie prime che seguiamo: il petrolio ha testato la trendline rialzista che parte dai minimi di inizio luglio e ha generato vari segnali di rialzo da area 89/90, puntualmente rispettati tra giovedì e venerdì. Il GAS naturale ha disegnato un gap rialzista sul roll-over con gli oscillatori in ipercomprato e sta sviluppando una sorta di correlazione al contrario con le borse molto sporca e difficile da leggere, ma che lo porta in area 3,30/3,40 dove dovrà fare i conti con resistenze di tutto rispetto e forza. In conclusione, il quadro generale può leggersi ancora positivamente nel medio periodo, a meno che i supporti raggiunti non si sgretolino in fretta e le notizie sul fronte macroeconomico non alimentino una speculazione al ribasso tenuta a freno in queste ultime settimana dagli interventi della politica e dalla BCE.