L’analisi tecnica è stata sbaragliata dalla violenza dei fattori politici. Le tensioni fra Usa e Turchia, sfociate in un vero e proprio scontro, con il blocco del rilascio di visti da parte di entrambi i Paesi, hanno avuto effetti devastati per la lira, con un’accentuazione della rincorsa ai minimi storici. Gli stessi operatori specializzati su questa valuta considerano la situazione molto pesante, soprattutto per i possibili impatti che avrà sull’economia di Ankara e dintorni. Il motivo di maggiore preoccupazione non sta tanto nel cambio quanto in una bilancia commerciale fortemente in rosso, con un trend in peggioramento, compensato solo ad agosto dalle entrate turistiche, e in un’inflazione che torna sopra l’11% su base annua, dopo i segnali di miglioramento di fine primavera.

Obbligazionisti bloccati

Molti trader e investitori italiani – da sempre esposti su questa valuta – si trovano immobilizzati su obbligazioni in lire turche a elevata cedola ma con significative perdite in conto capitale. Le possibilità che hanno sono varie, senza però una risposta definitiva. 

Vendere – La volatilità delle ultime 24 ore è stata molto elevata, con massimi a 4,396 e minimi a 4,326 contro euro. In una situazione così incerta c’è il rischio di andare controtrend, ma è certo che l’abbinata di fattori geopolitici ed economici appare particolarmente sfavorevole. Un punto di inversione si può fissare sui 4,33 Eur vs Try, mentre uno di definitiva rottura è identificabile nei 4,44 Eur vs Try. Oltre si determinerebbe un crollo, mentre solo sotto i 4,33 partirebbe un modesto segnale di inversione. Questi numeri servono a capire solo in parte se vendere oppure no.