Questa volta una vera e propria cura da cavallo, drastica ed estesa, quella che è stata decisa in quasi tutti i dettagli dal CdA di CREVAL.

Cessione di 1 miliardo e 600 milioni di Npl, chiusura di una ottantina di Filiali, 400 esuberi e sopratutto un lifting già sperimentato con raggruppamento in 1 titolo nuovo ogni 10 titoli ante aumento. 

E poi ,appunto un aumento monstre, almeno per le dimensioni dell'Istituto, di 700 milioni, il doppio della sua capitalizzazione. Come con Carige e prima ancora MPS ed altre banche.Il copione si ripete, ora con le piccole e medie.

Un copione quindi già visto, ma che a medio, e neanche tanto lungo termine...ha dato pochi risultati positivi...anzi.

Questo, per noi, e ' il prezzo pagato, per non aver concluso una fusione onorevole con la rivale territoriale BP Sondrio, la auspicata da tanti osservatori ed analisti, Banca della Valtellina ed essere magari poi un boccone più appetibile per uno dei Big Players, come per esempio la Bper.

 Dopo lo scivolone del 9% della seduta di martedì, il giorno successivo ha lasciato sul terreno un rotondo 30%, chiudendo dopo molte sospensioni, quasi sui minimi a 1,80, con forti escursioni fra 1,75 e poco sotto i 2 euro, con volumi prossimi ai 10 milioni di pezzi. Dopo una breve pausa ieri, dove è rimasto  aggrappato a fatica poco sotto tale soglia, ma con volumi dimezzati, oggi il titolo è di nuovo stato sospeso in asta e poi riportato verso gli 1,50/1,60, dove pare aver trovato una base momentanea di appoggio.Ma non c'è troppo da fidarsi, sopratutto ora con le piccole medie, ancora non salvate.