Il mercato attende con ottimismo la giornata di domani in cui partirà l’operazione di rifinanziamento a tre anni da parte della BCE per aiutare gli istituti di credito della zona euro che dovrebbe fornire alle banche la liquidità necessaria per affrontare questo periodo di profonda crisi allontanando la minaccia del credit crunch.
La giornata odierna è stata caratterizzata dalle ottime notizie arrivate dall’asta dei titoli di stato spagnoli che hanno segnato un crollo nei rendimenti assolutamente insperato almeno nelle dimensioni in cui si è palesato: i Bonos a tre mesi sono passati dal 5,11% al 1,735%, mentre quelli a sei mesi dal 5,22% al 2,43% ed anche lo spread BTP-BUND si è ridotto arrivando a circa 460 punti.
Da un punto di vista tecnico evidenziamo che le principali resistenze non sono state superate nella giornata odierna anche se molti titoli si sono allontanati dai pericolosi supporti dei giorni scorsi. In questa ottica sarebbe auspicabile un superamento di area 15.000 per l’indice che potrebbe portare molti bancari a superare dei livelli critici che abbiamo individuato in area 0,74 per Unicredit e in area 1,30 per Intesa Sanpaolo. Confermiamo inoltre quanto affermato nei precedenti articoli e quindi non ci attendiamo delle violazioni del canale individuato in area 13.600-16.000 almeno fino alla fine dell’anno.
Tra i singoli titoli incrementi consistenti per Intesa Sanpaolo (+5,25%), Unicredit (+5,17%), Banca Popolare di Milano (+6,85%), Ubi Banca (+8,08%), Mediobanca (+4,82%), Finmeccanica (+4,03%), Pirelli (+5,03%), Fiat (+6,37%), Autogrill (+3,39%) e Tod’s (+4,18%), mentre gli unici segni rossi sono per Terna (-0,24%) e Diasorin (-0,83%).
L’agenda macroeconomica segnala per domani la diffusione del dato sul P.I.L. italiano con i mercati che si attendono un decremento dello 0,2% su base trimestrale e un incremento dello 0,4% su base annuale.