La fine di gennaio mette sotto indagine lo scenario rialzista degli indici europei, anche nel segnale strategico, oltre che in quello tattico.

Il Dax decide il suo destino grafico strategico  nel confronto con i massimi di novembre 2017, l’Eurostoxx 50 con la sfida ai massimi del luglio 2015, il Ftse Mib con le reiterate puntate rialziste tra 23500 e 24500, di oggi come della primavera estate del 2015, e dell’ottobre 2009, ancora prima.

Intanto, tra lunedì 29 e martedì 30 gennaio 2017 tutti e tre gli indici europei perdono il segnale rialzista di calibro settimanale (in video-analisi di inizio settimana:  https://www.youtube.com/watch?v=ud7NgBWCNm8&t=84s&list=PLea2j4q7ng3j-VUs7uP2Afmt8JRIxerQ3&index=1 , in attesa dell’esito del monitoraggio di fine ottava (stasera, 2/2) che per Dax e Ftse Mib varrà la sospensione o meno anche dell’attuale segnale rialzista di calibro mensile ovvero strategico.

La volatilità recente non risparmia gli indici americani, che tuttavia sacrificano per il momento solo il segnale di breve (ricavato dal grafico giornaliero), mentre mantengono intatta la segnaletica positiva del quadro superiore (mensile e settimanale).

Va tuttavia considerato che la relativa distanza a cui sono confinati i presidi protettivi della segnaletica superiore degli indici Usa, invita ad un sovrappeso delle informazioni operative di breve (leggi in quadro giornaliero), chiamate a preservare in parte anche le favorevoli risultanze ottenute dai segnali di più ampio respiro. 

DAX

La fine di gennaio mette sotto indagine lo scenario rialzista dell’indice tedesco.