Il rimbalzo del mercato ha prevedibilmente vita breve: le quotazioni del MIB tornano a flettere, e puntano inevitabilmente alla formazione di un nuovo minimo, inferiore a quello del 23-24 aprile. Una interessante proiezione si scorge a 13750 punti: qui il ribasso partito dalla seconda metà di marzo eguaglia in estensione il ribasso sperimentato fra ottobre e novembre dello scorso anno. È un target elegante che rappresenta il minimo che ci si possa aspettare.
Tutto ciò suggerisce di mantenere alta la guardia: questa fase di consolidamento, che sui mercati latini dell’area Euro si manifesta con particolare veemenza, induce ad agire con distacco fino a quando l’analisi ciclica e stagionale tornerà ad essere favorevole. Significativo in tal senso l’atteggiamento degli investitori professionali di casa nostra, che hanno accumulato opzioni put sull’indice con l’evidente fine di coprirsi dal rischio di ribasso: nell’ultimo mese il rapporto fra put e call scambiate sul MIB è salito a 1.3 volte. Tale lettura non si registrava da agosto, quando i mercati sperimentavano una analoga turbolenza.
Nota. Il presente commento è un estratto sintetico del Rapporto Giornaliero, pubblicato tutti i giorni entro le 8.20 da AGE Italia; pertanto eventuali riferimenti a studi tecnici vanno intesi riferiti ai grafici ivi riportati.
