Dopo sei mesi all’insegna di un sorprendente rialzo, le borse stanno proseguendo in quel processo di consolidamento suggerito all’inizio dell’anno in sede di Outlook per il 2012 come evento probabile a partire dalla seconda metà di marzo. L’altra buona notizia in questo contesto deprimente è che stanno funzionando egregiamente le coperture di portafoglio suggerite alcune settimane addietro.
Il calo dei listini adesso interessa non più le borse latine dell’area Euro, ma anche i mercati più robusti, con S&P e Nasdaq che rovesciano le tendenze di breve periodo, e disegnano minacciosi “testa e spalle” ribassisti. Dal punto di vista “fondamentale” una simile involuzione è spiegata non solo con deludenti dati macroeconomici, da tempo sistematicamente inferiori alle aspettative; ma anche con una stagione degli utili partita in quarta, ma che si sta ora sviluppando in tono decisamente minore, se è vero che a venerdì soltanto il 61% delle società che hanno riportato dati ha battute le stime, contro l’83% del primo giorno della earnings season.
Piazza Affari nel frattempo ritorna sui minimi del 23-24 aprile, troppo precari per pensare che potessero reggere. La borsa italiana sta dunque seguendo il percorso tipico successivo ai picchi di volatilità, di cui abbiamo parlato un paio di settimane fa, e la cui “mappa previsionale” è sempre disponibile in area utenti del sito. Evidente l'aderenza fra l'andamento teorico e quello effettivo.

Nota. Il presente commento è un estratto sintetico del Rapporto Giornaliero, pubblicato tutti i giorni entro le 8.20 da AGE Italia; pertanto eventuali riferimenti a studi tecnici vanno intesi riferiti ai grafici ivi riportati.