Lo scorso 26 Ottobre a poche ore dal summit europeo che si era poi concluso con toni tanto trionfalistici quanto inadeguati, l’indice chiuse a 16.031 punti e notiamo quindi che gli effetti salvifici di quella riunione al momento sono stati totalmente vanificati.
Ci preme sottolineare che, incredibilmente, molti commentatori aspettano la riunione del G20 di questa settimana come se possa potenzialmente essere foriera di ricette miracolistiche volte alla risoluzione immediata di problematiche che, in quanto particolarmente complesse, necessitano purtroppo di soluzioni strategiche e coordinate.
Usando una metafora automobilistica potremmo dire che con lo spread a questi livelli si è accesa la spia rossa del carburante, se non ci fermeremo al distributore (delle riforme) potremo andare avanti ancora un po’ ma alla fine la macchina si fermerà e gli effetti saranno devastanti.
Da un punto di vista tecnico notiamo comunque che l’indice non ha intaccato i fondamentali supporti che abbiamo individuato in area 15.800 e quindi una tenuta di tale livello potrebbe far proseguire questa fase laterale e lascerebbe viva la possibilità del cd. rally di Natale.
Questo scenario troverà molti ostacoli nel caso in cui continuerà l’incertezza sull’adeguatezza patrimoniale del nostro settore bancario e sarebbe quindi auspicabile una “operazione verità” sulle ricapitalizzazioni necessarie per ogni singola banca e soprattutto sulle strategie degli istituti volte a raggiungere i livelli di Core Tieri 1 richiesto dalle istituzioni europee, piuttosto che puntare su nuovi stress test che hanno già mostrato dei limiti evidenti.
Probabilmente molti titoli bancari potrebbero uscire dall’attuale debolezza semplicemente chiarendo le strategie e quindi vanificando i rumors che affollano le sale operative e che deprimono le quotazioni, dato che ricordiamo che il miglior alleato della speculazione è l’incertezza.
Lo spread affonda Milano. I bancari guidano i ribassi
In una giornata in cui lo spread BTP-BUND supera con convinzione i 400 punti dando l’impressione di poter puntare più in alto, i mercati reagiscono con vendite generalizzate che portano il FTSE MIB a perdere quasi quattro punti percentuali a 16.017 punti.
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