Nonostante le perdite generalizzate gli indici europei segnano comunque delle rilevanti differenze con il Cac40 che chiuderà in flessione di circa il 20%, il Dax e l’Ibex del 15%, mentre Londra riesce a limitare i danni chiudendo con una perdita di circa l’8%.
Il FTSE MIB è passato da circa 20.000 a 15.000 punti con una perdita di circa il 25% e, come abbiamo già accennato, tale debacle si è concentrata nei mesi di Luglio ed Agosto dato che al 01/07/2011 eravamo a 20516 punti mentre nella seduta del 22 Agosto eravamo scesi fino a 14.424.
Il minimo assoluto dell’anno è stato toccato il 23 Settembre a 13.114 punti, seduta che ha visto il tracollo di molti titoli bancari come Unicredit che è scesa sotto 0,64 euro e Intesa Sanpaolo che ha sfondato il supporto psicologico in area 1 euro.
Da un punto di vista tecnico evidenziamo il differente andamento registrato successivamente dai due titoli citati dato che, da quei minimi, Intesa è risalita alle quotazione odierne di circa 40 punti percentuali lasciando indietro Unicredit che ha invece recuperato solo circa il 10% riportandosi nelle ultime sedute sotto il valore di 0,7 euro. Tale differenza è addebitabile alle nubi che si sono profilate per l’istituto di Piazza Cordusio per l’imminente (ed imponente) aumento di capitale che hanno dimostrato come la scelta di Intesa di anticipare tale operazione sia stata lungimirante ed ha permesso all’istituto di posizionarsi su un livello di Core Tier 1 di assoluta tranquillità.
Tra i titoli industriali i riflettori si sono puntati su Finmeccanica che ha perso quasi il 70% bruciando circa 3,5 miliardi di capitalizzazione, sommersa da scandali di ogni genere che hanno dimostrato l’assoluta inadeguatezza della classe dirigente posizionata in ruoli apicali dalla politica che, come noto, non brilla per criteri di selezione propriamente meritocratici.
2011 è tempo di bilanci. Tracolla Finmeccanica
Le borse europee si avviano a chiudere un 2011 con il segno rosso, appesantite dal settore bancario che, soprattutto nei mesi estivi, ha visto bruciare svariati miliardi di capitalizzazione.
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