Si chiude una settimana poco movimentata per l'indice italiano che consolida a ridosso della fondamentale resistenza posta in area 17.000 che non fù superata con convinzione nel rally della scorso Ottobre in cui il FTSE MIB si fermò a segnare un massimo di periodo a 17.053 punti.
Movimenti al ribasso come quelli odierni sono da considerare salutari e quindi non preoccupanti e solo un ritorno al di sotto di area 15.500 potrà intaccare il bull trend che ha caratterizzato il mercato azionario nelle ultime settimane. Ci attendiamo per le prossime sedute un ulteriore consolidamento sui valori attuali e solo un superamento delle soglie indicate fornirà nuovi segnali operativi. La settimana è stata caratterizzata dal prolungarsi della litania sulla questione greca che continua a tenere gli operatori con il fiato sospeso mentre sono arrivate buone notizie per le banche italiane che hanno ricevuto una promozione da parte degli analisti di Goldman Sachs che hanno alzato i target price per tutti i principali istituti bancari italiani. Tra i singoli titoli ancora denaro su Unicredit, titolo che abbiamo fortemente consigliato nel periodo dell'aumento di capitale (articolo: "Unicredit facciamoci due conti"), che ha toccato un massimo settimanale a 4,65 raddoppiando le quotazioni dal minimo di euro 2,20 fatto segnare a inizio Gennaio.
Tra le Blue Chips segnaliamo Atlantia(-4,87%), Enel(+5,45%), Eni (-0,92%), Siapem(-1,16%), Snam(+0,57%), Tenaris (-0,73%), Pirelli (+1,33%), Exor (-1,76%), Fiat (-1,24%), Fiat Industrial (-4,38%), Finmeccanica (-3,82%), Generali (-2,66%), Mediaset (-5,11%), Unicredit (+2,52%), Intesa Sanpaolo (-2,50%), Monte dei Paschi (-2,66%),Banco Popolare (-4,01%), Ubi Banca (-2,74%), Mediobanca (-4,19%) e Mediolanum (-2,89%).