«Non mi piacciono i ricchi», ha spiegato François Hollande dopo aver vinto le primarie del Partito socialista. Una delle principali misure del suo programma è l’aliquota del 75 per cento sui redditi sopra 1 milione di euro.
Della serie nulla cambia tutto è per sempre uguale, un po’ come la leggenda metropolitana del “Yes we can” di obamiana memoria… ”I francesi hanno scelto il [...]
Come ha giustamente scritto il critico William Deresiewicz sul New York Times, bisognerebbe chiedersi a cosa servono le Business Schools (e i nostri Master in Economia): ci si insegna a derubare vedove e orfani?
Non ho idea di come finirà ma se in Germania qualcuno tira troppo la corda allora sarà il momento di mettersi dall’altro lato e chiudere i cordoni e anche se non è una buona idea come suggerisce la storia un pò di sano protezionismo non farebbe male.
Lla “balena” da mesi chiacchierata come unico responsabile di quello che James Dimon, ceo di Jp Morgan ha definito un «madornale errore»’ era in larga misura l’esecutore di un’operazione difensiva. L’ordine era di tutelarsi dal rischio accumulato dalla banca, in particolare nell’area gestita da Ina Drew, quella che scommetteva sul rischio Europa e sulla crisi dei debiti sovrani.
Gli economisti, colpevoli di non aver previsto la crisi, pur essendo prevedibile, sono stati condannati a «tenere in maggior considerazione le innovazioni degli strumenti e dei mercati finanziari nell’elaborazione dei propri modelli e teorie», ma soprattutto a «collaborare alle conseguenze delle crisi cicliche che affliggono i nostri mercati».
Tutte le parti direttamente responsabili della disastrosa situazione finanziaria nel più grande Land della Germania stanno cercando di distogliere l’attenzione dal proprio ruolo. In particolare, si cerca di scaricare la colpa della crisi sulla tassa speciale introdotta dopo la riunificazione tedesca, il “Patto di solidarietà per la ricostruzione dell’Est”.
In fondo loro sanno che qualunque cosa accadda interverrà la Fed o il governo per salvare le loro idiozie finanziarie e purtroppo come abbiamo visto ieri siamo in mano a una banda di pericolosi psicopatici che svoltolano carta giocando con il destino!
Nazionalizzare, azzerando il capitale degli azionisti e se necessario intervenire sul debito con una riduzione dei rimborsi agli obbligazionisti, preservando il risparmio dei depositanti, non c’è alternativa, diversamente sarà un inferno una lunga agonia!
In Canada si sta assistendo ormai da anni a una continua crescita dei prezzi delle case. E – suggerisce l’agenzia Bloomberg – a dare un’idea della preoccupazione per una potenziale bolla immobiliare è il dibattito che sta circondando la Canada Mortgage & Housing Corp.
La proposta provocatoria del sindaco di Londra Ken Livingstone di impiccare un banchiere alla settimana sino a quando gli altri non migliorano è vecchia di due mesi ma ogni tanto ai media nostrani piace riproporre notizie stagionte!
La verità è che se l’Italia fosse rimasta fuori dall’ Euro i francesi non ci sarebbero mai entrati perchè come i tedeschi sapevano che le loro fabbriche sarebbero collassate di fronte all’effetto svalutativo della lira a supporto della seconda industria manifatturiera europea.
L’esame delle deviazioni dalla legge di Okun suggerisce che il recente declino del tasso di disoccupazione può riflettere solo un calo dei licenziamenti insolitamente grande piuttosto che un aumento delle domande di assunzione!
Paradossalmente il partito che ha vinto in Grecia pur con un collasso dei consensi è lo stesso che ha portato la Grecia in Europa falsificando la realtà. Estrema sinistra ed estrema destra contribuiranno molto probabilmente alla fine dell’avventura greca in Europa.
La Bolivia è un paese ricchissimo di risorse naturali (gas, petrolio, miniere, acqua), ricchezze mai state nella disponibilità del popolo boliviano. A questo si aggiunge la privatizzazione delle principali imprese statali del paese tra le quali: ENTEL (comunicazioni), YPFB (energia), ENDE, FERROCARRILES (trasporti).
E’ giunto il tempo che il sistema finanziario si assuma le proprie responsabilità attraverso l’hair cut di azionisti ed obbligazionisti, attraverso la nazionalizzazione di cadaveri finanziari che devono essere tolti dal mercato per ristrutturarli.
Il Nirvana – ovvero la visione anestetizzata, il rifiuto della realtà circa la reale condizione dell’economia italiana e del bilancio dello Stato – è finito. L’Ici, «non doveva né poteva essere abolita». Ecco perché il governo ha dovuto introdurre l’Imu.
Su 150 miliardi di evasione giacenti nelle cassaforti svizzere il prossimo anno potrebbero entrare dai 25 ai 30 miliardi di euro, una cifra decisamente interessante che eviterebbe di ricorrere all’aumento dell’ IVA e ci permetterebbe di conseguire senza alcun problema il famigerato pareggio di bilancio 2013.
La lezione della società italiana degli ultimi sessanta anni ci dice che non si fa sviluppo senza soggetti: le grandi imprese come il mondo del lavoro indipendente, i milioni di piccole imprese come lo Stato imprenditore, le centinaia di banche locali come la massa informe dei lavoratori sommersi.
E pensare che i mercati avevano intravvisto chi sa quale dose di nuova morfina per lenire l’illusione ed invece nella trasparente e chiara esposizione di Bernanke abbiamo ascoltato che si no bo domani è un altro giorno e si vedrà…
Anche il professor Bagnai ironicamente ricorda la vicenda … E così l’Argentina ha nazionalizzato la società petrolifera Repsol. Sono cose che capitano. Non sono addentro alla vicenda, non mi intendo di diritto internazionale, non posso attribuire torti e ragioni, ma il mio affettuoso pensiero va in questo momento al premier Mariano Rajoy.