Dopo il positivo mercoledì di Wall Street (i tre principali indici Usa hanno chiuso in progresso intorno allo 0,30%), all'apertura degli scambi in Asia l'andamento è contrastato ma complessivamente in recupero, con le tensioni geopolitiche causate dalla Corea del Nord che lasciano spazio, nel mirino degli investitori, all'accordo per estendere fino al 15 dicembre la scadenza sul tetto del debito e sui finanziamenti del governo Usa (proroga legata anche all'impatto dell'uragano Harvey sull'economia a stelle e strisce). E se Pyongyang viene per ora messa in secondo piano, a beneficiarne è soprattutto Seoul, come confermato dal balzo di quasi l'1,20% del Kospi, che segna la migliore performance tra i principali indici dell'Asia. Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è in declino marginale, ma si tratta della sesta seduta consecutiva in contrazione. Perde invece circa lo 0,20% lo yen nei confronti del biglietto verde, ma la divisa nipponica mercoledì aveva guadagnato lo 0,40% toccando i massimi dell'anno. A Tokyo, il Nikkei 225 chiude in progresso dello 0,20% (fa anche meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,41%). Sul fronte macroeconomico, il dato preliminare relativo a luglio dell'indice anticipatore del Giappone segna un declino a 105,0 punti dai 105,9 punti della lettura finale di giugno e contro i 105,1 punti stimati dagli economisti.

La tendenza positiva dei mercati della regione è confermata dal guadagno intorno allo 0,70% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, ma l'andamento non è comunque uniforme. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni, infatti, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in declino di circa lo 0,20% e lo 0,10% rispettivamente. In positivo, invece, intorno allo 0,20% lo Shenzhen Composite. Ribasso anche per Hong Kong: l'Hang Seng è in flessione di circa lo 0,20% (e la performance è simile per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in arretramento dopo essersi apprezzato dell'1% mercoledì. Andamento opposto per l'oro, in progresso dopo il deprezzamento dello 0,40% della sessione precedente. A Sydney minerario e petrolifero sono contrastati mentre è in generalizzato declino il settore finanziario ma alla fine l'S&P/ASX 200 evita perdite e chiude invariato.