Avvio d'ottava contrastato per l'Asia con le tensioni tra Corea del Nord e Usa che lasciano spazio alle valutazioni relative ai danni della tempesta tropicale Harvey e all'impatto di questa nel settore della raffinazione in Texas (per altro due dei maggiori porti Usa, quelli di Houston e Corpus Christi, sono stati chiusi). Sotto i riflettori anche l'annuale conferenza della Federal Reserve a Jackson Hole. Le parole del governatore della Banca centrale europea Mario Draghi venerdì hanno spinto l'euro sui massimi dal 2015 e il rafforzamento della valuta prosegue con l'inizio della nuova settimana. Il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la valuta Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso dopo essersi deprezzato dello 0,70% venerdì scivolando ai minimi di due anni e mezzo. Lo yen guadagna circa lo 0,20% sul biglietto verde e l'andamento contribuisce alla performance altalenante della piazza di Tokyo, che si muove intorno alla parità. In chiusura il Nikkei 225 limita allo 0,01% il suo declino (fa meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,20%). In negativo invece di circa mezzo punto percentuale il Kospi di Seoul.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in declino dopo il guadagno dello 0,70% di venerdì e il balzo superiore al 5% dei future sulla benzina al Nymex. Progresso intorno allo 0,20% invece per l'oro. La seduta è contrastata a Sydney per i titoli minerari e petroliferi e in chiusura è dello 0,59% il declino dell'S&P/ASX 200. A fronte di un marginale apprezzamento per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, nonostante il complessivo progresso dei titoli dell'energy nella regione, le piazze cinesi sono invece in controtendenza. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in crescita dello 0,90% e dell'1,30% rispettivamente. Guadagno intorno all'1,50% invece per lo Shenzhen Composite. Sul fronte macroeconomico, in Cina i profitti del settore industriale, secondo i dati diffusi domenica dall'Ufficio nazionale di statistica, sono cresciuti del 16,5% in luglio, in rallentamento rispetto al 19,1% di progresso registrato in giugno (16,7% in maggio). Si tratta del tasso di crescita più moderato dal 14,0% segnato in aprile. Giornata positiva anche per Hong Kong: l'Hang Seng guadagna infatti intorno allo 0,40% (fa decisamente meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in progresso dell'1% circa).