Borsa italiana negativa, affonda Leonardo: Ftse Mib -0,36%.

*Mercati azionari europei in rosso. Wall Street debole: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,25%, Nasdaq Composite -0,16%, Dow Jones Industrial -0,26%. A Milano il Ftse Mib ha terminato a -0,36%, il Ftse Italia All-Share a -0,37%, il Ftse Italia Mid Cap a -0,45%, il Ftse Italia Star a -0,50%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata odierna segnaliamo che negli USA la stima preliminare di novembre dell'indice di fiducia dei consumatori, calcolato dall'Università del Michigan e da Reuters, si attesta a 97,8 punti, risultando inferiore alle previsioni degli addetti ai lavori pari a 98 e alla rilevazione precedente pari a 100,7 punti. In Italia l'Istat ha comunicato che nel mese di settembre 2017, dopo quattro mesi di continua crescita, l'indice destagionalizzato della produzione industriale registra una diminuzione dell'1,3% rispetto ad agosto. Nel Regno Unito a settembre la produzione manifatturiera è cresciuta dello 0,7% rispetto al mese precedente, a fronte di attese degli analisti fissate su un incremento dello 0,3%. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno la crescita è pari al 2,7% superiore alle attese pari al +2,4% ma lievemente inferiore alla rilevazione precedente pari al +2,8%. In Francia l'Insee ha reso noto che la produzione industriale nel mese di settembre è cresciuta dello 0,6% rispetto al mese precedente (consensus +0,6%), dopo il calo dello 0,2% rilevato ad agosto.

Leonardo (-21,55%) assoluta protagonista in negativo della seduta a Piazza Affari: il titolo tocca i minimi degli ultimi 12 mesi dopo i dati al 30 settembre e la revisione al ribasso della guidance 2017. Rammentiamo che l'a.d. Alessandro Profumo a fine settembre si era augurato una crescita dei ricavi superiore alla guidance pari a +3/5% ipotizzata dal suo predecessore, Mauro Moretti. Il gruppo aerospaziale/difesa ha archiviato i primi nove mesi del 2017 con risultati in calo. Gli ordini si sono pressochè dimezzati a 7,9 miliardi di euro dai 15,5 miliardi dello stesso periodo del 2016 (che però includeva l'effetto eccezionale dell'acquisizione del contratto EFA Kuwait per un importo di 7,95 miliardi: escludendo questo fattore gli ordini sono in rialzo del 5%). I ricavi scendono da 8,03 a 7,98 miliardi, l'EBITA da 746 a 706 milioni, l'utile netto ordinario da 343 a 272 milioni, il Free Operating Cash Flow (FOCF) è negativo per 972 milioni da -388, l'indebitamento netto sale a 4 miliardi da 3,89 al 30 settembre 2016 e da 2,85 a fine anno scorso. Il terzo trimestre ha evidenziato progressi a livello di ordini (+9,4% a/a) e ricavi (+1,4% a/a), ma nette flessioni per quanto riguarda EBITA (-19,3%), risultato netto ordinario (-45,5% a/a) e soprattutto FOCF (-441 milioni da +405 milioni del trim3 2016). Sui risultati ha pesato il forte calo di volumi e redditività degli Elicotteri, circostanza che ha indotto il management a rivedere al ribasso le stime per il 2017: gli ordini passano da 12,0-12,5 miliardi a circa 12 (dando per scontata la finalizzazione di contratti C27J export), i ricavi da circa 12 miliardi a 11,5-12,0, l'EBITA da 1,25-1,30 miliardi a 1,05-1,10, il FCOF è confermato a 500-600 milioni (ma dando per scontati gli incassi correlati alle milestone 2017 del contratto EFA Kuwait), l'indebitamento netto è confermato a 2,5 miliardi.