Sottotono *Eni *nel pomeriggio a Piazza Affari: il titolo cede lo 0,43% e si riporta a 13,86 euro nel contesto di uno STOXX Europe 600 Oil & Gas in calo dello 0,41 per cento.

Secondo recenti indiscrezioni il gruppo starebbe studiando l'uscita dal Teesside Terminal, nel Regno Unito, che riceve il greggio un milione di barili di petrolio al giorno e lavora gli idrocarburi in arrivo dal J-Block di Conoco Phillips e dai giacimenti dell'area *Greater Ekofisk *(oltreché da altre aree nel Mare del Nord). Il giacimento è operato da *ConocoPhillips *che ne controlla il 29,3% mentre le altre quote sono *Total *(32,9%), *Statoil *(27,3%) ed *Eni *(10,3%) che invece vorrebbero vendere per una valutazione complessiva che potrebbe raggiungere i 400 milioni di dollari per i tre soci. Le valutazioni per un'eventuale cessione sarebbero comunque ancora in fase iniziale.

All'impianto la Greater Ekofisk Area è collegata con una condotta da 354 chilometri, mentre un'altra pipeline da 443 chilometri porta il gas ad Emden in Germania. *ConocoPhillips Skandinavia AS *è l'operatore della *Greater Ekofisk Area *(35,11%), socio di *Total E&P Norge AS *(39,90%), *Eni Norge AS *(12,39%), *Statoil Petroleum AS *(7,60%) e *Petoro AS *(5,00%).

Non mancano dunque gli interessi e le manovre di peso di Eni nel Mare del Nord anche se più di recente l'operazione che ha destato il maggiore interesse è stata la cessione del 30% di Zohr, nell'offshore egiziano, alla russa Rosneft per 1,125 miliardi di dollari. Nel progetto sul super-giant del gas Eni controlla ora il 60%, Rosneft il 30% e BP il 10 per cento.

(GD - www.ftaonline.com)