Chiudono le contrattazioni in territorio positivo gli indici azionari di Piazza Affari. Il Ftse Mib guadagna l'1,72% e il Ftse Italia All Share segna un rialzo di 1,57 punti percentuali: si tratta delle performance migliori tra le più importanti piazze finanziarie del Vecchio Continente.

Già all'avvio delle contrattazioni il dato cinese dell'indice manifatturiero Pmi di ottobre, salito a 50,2 punti, ha confermato una nuova fase di espansione dell'attività manifatturiera della Repubblica Popolare che ha portato un buon sentiment sui mercati azionari. Nel primo pomeriggio positivi dati sull'occupazione Usa (migliori delle attese le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e la variazione dei nuovi occupati ADP) e l'indice Ism manifatturiero degli States migliore del consensus hanno sostenuto l'ottimismo dei mercati. Da segnalare anche la contrazione per oltre 2 milioni di barili delle scorte settimanali Usa di petrolio, ben al di sotto delle attese.

In Italia i titoli del paniere principale hanno confermato i propri movimenti al rialzo incoraggiati anche dall'andamento positivo di Wall Street.

Il titolo della multiutility lombarda A2A ha registrato al termine delle negoziazioni un rialzo del 2,9% dopo un avvio di seduta sotto il riferimento e un recupero degno di nota. Secondo indiscrezioni di stampa, la società potrebbe varare una nuova emissione obbligazionaria dopo la pubblicazione di risultati trimestrali con un indebitamento in calo.

Molto bene anche Prysmian (+3,98%): l'azione della ex Pirelli Cavi si avvantaggia della promozione a "buy" da parte degli analisti di Ubs.

In denaro, ma con performance inferiori all'indice di riferimento, il titolo Eni (+0,73%): diverse compagnie petrolifere hanno annunciato i propri risultati da Royal Dutch Shell (utili sopra le attese) a Exxon Mobil (risultati in calo, ma sopra il consensus). La società italiana ieri ha detto di nutrire diverse speranze sullo sviluppo dei giacimenti iracheni in cui investirà 18 miliardi di dollari, ma di incontrare ancora troppe difficoltà operative nel Paese.