Il Ftse Mib ha chiuso a -4,50%, il Ftse Italia All-Share a -4,27%, il Ftse Italia Mid Cap a -2,99%, il Ftse Italia Star a -1,95%.
Inizio di ottava molto difficile per i mercati finanziari europei, con quelli di Italia e Spagna in evidenza. Si sono infatti riaccese le tensioni sui titoli di Stato emessi da Roma e Madrid. Il rendimento del Btp decennale ha sfiorato il 4,50% (top da fine 2012/inizio 2013, con spread in area 285 bp), mentre quello del Bono, sempre a 10 anni, ha superato il 5,40% (massimo da metà dicembre, con spread oltre quota 380). In Spagna l'opposizione ha chiesto le dimissioni del premier Mariano Rajoy dopo che El Pais ha scritto che Rajoy stesso e altri del suo partito hanno ricevuto tangenti. In Italia gli ultimi sondaggi danno la coalizione del centro destra in rimonta e a soli 5 punti percentuali da quella di centro sinistra, ponendo seri dubbi sulle possibilità di formazione di un governo stabile dopo le votazioni. Gli investitori sono probabilmente preoccupati anche per l'annuncio di cancellazione dell'IMU (e restituzione di quella pagata per il 2012) e condono tombale da parte di Silvio Berlusconi in caso di vittoria elettorale.
Forti ribassi a Piazza Affari, con gli indici principali tornati sui livelli di fine 2012/inizio 2013: in sostanza nelle ultime 4 sedute sopo stati erosi quasi integralmente i guadagni messi a segno in questa prima parte dell'anno.Milano è stata appesantita dalla flessione dei titoli bancari, a loro volta penalizzati dalla negativa trimestrale di Commerzbank (perdita da 720 milioni di euro, superiore alle attese degli analisti) e dalle vendite che hanno colpito i Btp. In evidenza Unicredit (-7,8%) dopo il peggioramento della raccomandazione deciso da UBS, seguita da Banco Popolare (-6,4%), BP Milano (-5,9%) e Banca MPS (-4,4%): l'a.d. di quest'ultima, Fabrizio Viola, ha dichiarato che lo sconto del valore di mercato rispetto al patrimonio netto della banca attesta il fatto che gli investitori ancora non credono al piano di rilancio di Rocca Salimbeni.
