Il Consiglio di Amministrazione di Edison ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 31.3.2012, con il voto contrario dell'Amministratore Mario Cocchi.

Andamento della gestione del Gruppo al 31 marzo 2012

Nel trimestre appena trascorso la domanda di energia elettrica è tornata a scendere facendo registrare un'inversione di tendenza rispetto all'andamento lievemente positivo dello scorso anno (+0,6% rispetto al 2010).

Nei primi tre mesi del 2012 i consumi di energia elettrica sono calati dell'1,9%. Ancor più severa è stata la contrazione della domanda di gas che, complice un inverno particolarmente mite, è diminuita del 2,2% accentuando la dinamica discendente registrata durante tutto il 2011.

Complessivamente i consumi, tanto di energia elettrica quanto di gas, si sono attestati su livelli ancora inferiori a quelli pre-crisi e una ripresa è prevista solo nel medio periodo.D'altro canto, sul fronte dell'offerta, l'incremento di capacità di generazione elettrica determinato dallo straordinario sviluppo di fotovoltaico in Italia e la piena ripresa della fornitura di gas dalla Libia (assente da febbraio 2011 e per tutta la durata dell'anno) hanno reso ancora più evidente la situazione di eccesso di capacità energetica che il nostro Paese sta vivendo in questi anni.

Ne consegue che nel settore elettrico persiste una forte pressione competitiva sui prezzi di vendita dell'elettricità e sulla relativa marginalità. La dinamica dei costi dei combustibili fossili ha spinto la quotazione media del PUN TWA (Prezzo Unico Nazionale Time Weighted Average), a 81,4 euro/MWh con un incremento del 22% rispetto ai primi tre mesi del 2011, ma contestualmente si è assistito a una forte compressione dello Spark Spread che è sceso a 2,5 euro/MWh da 8,3 euro/MWh del primo trimestre 2011 penalizzando soprattutto la produzione degli impianti termoelettrici.Anche il mercato del gas ha registrato un aggravamento delle criticità già evidenziate nel corso dell'ultimo anno. Il calo strutturale della domanda di gas unitamente all'afflusso di ingenti quantitativi di gas spot sugli hub europei ha determinato un progressivo e radicale disallineamento fra il prezzo del gas spot ed il costo di quello legato ai contratti di acquisto di lungo termine con una conseguente riduzione dei margini di commercializzazione.