Il Ftse Mib torna a flettere. Il nuovo calo di Wall Street, partita martedi' al ribasso, condiziona negativamente anche la borsa italiana che torna a flettere sui minimi di periodo. Pressioni si registrano inoltre sul mercato obbligazionario, dove i rendimenti del decennale salgono al 2,05% (a fronte di un Bund con rendimenti in calo e di uno spread quindi salito al di sopra dei 130 punti base). Il dato sull'inflazione Usa in agenda per mercoledi' alle 14:30 potrebbe portare chiarezza sui mercati, ma c'e' anche il rischio che una sua lettura piu' elevata del previsto fornisca lo spunto per nuove vendite. Il Ftse Mib si e' appiattito sui 22060 punti prima di tentare una marginale reazione che comunque lo vede ancora lontano dai massimi di giornata a 22370 punti. Solo la rottura di quei livelli permetterebbe un test della resistenza di area 22500 e solo il superamento anche di questa quota potrebbe sbloccare la situazione, almeno per il breve termine, in favore del rialzo. Segnali di forza piu' duraturi verrebbero invece solo al di sopra dei 23000 punti. Sotto area 22060 invece le quotazioni si lascerebbero alle spalle la media mobile a 200 giorni, praticamente coincidente in questa fase con la base del canale crescente disegnato dai minimi di novembre 2016. Probabile in quel caso non solo il test dei minimi di gennaio a 21613 ma anche il test a 21000 circa del 38,2% di ritracciamento (percentuale di Fibonacci) del rialzo dai minimi di fine 2016.

(AM - www.ftaonline.com)