Nuovo record assoluto per FinecoBank a 9,3250 euro. Kepler Cheuvreux ha confermato la raccomandazione buy e incrementato il target da 8,80 a 10,00 euro. Ieri la banca ha comunicato di aver chiuso il 2017 con raccolta netta a 5,958 miliardi di euro (+18% a/a). Il titolo riesce ad estendere il rally partito a novembre 2016 raggiungendo nuovi massimi assoluti. La permanenza dei prezzi sopra la media mobile a 50 giorni, passante da 8,30 circa, rappresenta una garanzia della solidità dell'uptrend che potrebbe proseguire verso 10,10, target ottenuto mediante la tecnica del raddoppio del canale, nella fattispecie quello che sale dai minimi di fine 2016. Nella direzione opposta discese sotto la media mobile a 50 giorni comporterebbero un rallentamento della crescita. Le aspettative di rialzo verrebbero poi rinviate nel caso di ritorno sotto 8 euro.

Seconda seduta consecutiva in rosso martedì per* Salvatore Ferragamo*. Lunedì il titolo era stato penalizzato dalla decisione di Raymond James di confermare il giudizio market perform ma con target ridotto a 21 euro mentre martedì è invece arrivato il declassamento da neutral a sell deciso da UBS, con target tagliato da 22 a 19 euro. Gli analisti della banca svizzera ritengono che i prezzi attuali scontino aspettative troppo ottimistiche per il 2018 riguardo alla crescita delle vendite omogenee: UBS stima un +2%, un EBITDA nell'esercizio pari a 240 milioni di euro e un eps a -16% rispetto al consensus. Le quotazioni hanno toccato un minimo intraday a 21,90 euro dopo aver terminato lunedì a 22,44 euro. Il ribasso è scaturito dopo il mancato superamento l'8 gennaio della media mobile a 100 giorni, toccata dai massimi intraday di quota 22,80 e successivamente abbandonata. Le sedute del 5 e dell'8 gennaio formano una figura 2-day reversal bearish, sponda a partire dalla quale potrebbe realizzarsi una discesa estesa. Conferme in questo senso verrebbero al di sotto di 21,60, 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di metà febbraio. Supporti successivi in quel caso a 21,30 e 20,42 euro. Solo la rottura decisa di 22,80 allontanerebbe lo spettro di nuovi cali favorendo il test di 23,59, picco dell'11 dicembre, e di area 24,20/25 euro.