Buzzi Unicem (-0,86%) perde terreno: il piano infrastrutturale proposto dal presidente USA Donald Trump, che prevede investimenti per 200 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni, sembra aver deluso le aspettative degli analisti. Il produttore di cemento, calcestruzzo e clinker di Casale Monferrato realizza oltre il 40% dei ricavi e oltre il 65% dell'EBITDA negli USA. Il titolo si conferma debole dopo il rovescio di giovedì scorso in scia alla pubblicazione dei dati preliminari 2017. I ricavi si sono attestati a 2,806 miliardi di euro, +5,1% a/a (+3,7% a cambi e perimetro costanti). Il gruppo ha però rivisto al ribasso la previsione per quanto riguarda il margine operativo lordo ricorrente, ora atteso a 580 milioni di euro, ovvero nella parte bassa della forchetta indicata a novembre (+5/10% rispetto ai 551 milioni del 2016), principalmente a causa della rapida svalutazione del dollaro nell'ultimo trimestre del 2017. L'8 febbraio il titolo ha violato la trend line disegnata dai minimi di febbraio 2016 inviando un pericoloso segnale ribassista che non è stato smentito nelle sedute successive. Discese sotto 20,30 metterebbero nel mirino i minimi di fine agosto, a 19 euro, livello che si colloca a circa il 50% del rialzo partito nel 2016 e ultimo baluardo chiamato a difendere i progressi realizzati negli ultimi due anni. La velocità con cui si è realizzata la correzione nelle ultime settimane ha tuttavia spinto in zona di ipervenduto i principali oscillatori grafici. Tale condizione, unita alla presenza di un supporto rilevante a 20,30, potrebbe dunque favorire delle reazioni nell'immediato. Una stabilizzazione oltre 21,60 potrebbe pertanto allentare le tensioni negative e riportare i prezzi sui livelli di scambio di fine 2017, in area 22/23. Nuovi segnali di forza giungerebbero poi oltre 24 euro.