Martedì nero per Telecom Italia che subisce una forte flessione dopo che il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi promossi dalle compagnie telefoniche (oltre a Tim anche WindTre, Vodafone e Fastweb) contro la decisione dell'Agcom di imporre la fatturazione mensile delle bollette telefoniche anziché a 28 giorni. Ieri l'a.d. Amos Genish ha incontrato i sindacati per discutere della preoccupazioni da essi espresse sul futuro dell'azienda ed in particolare della rete: il manager ha tarpato le ali alla speculazione ribadendo il no alla quotazione in borsa della società della rete dopo lo scorporo e affermato che non è in programma una fusione con OperFiber. Il titolo è arrivato a cedere più del 2,5% scendendo fino a 0,6834 punti dopo avere terminato lunedì a 0,7026 euro. In caso di violazione di area 0,68 diverrebbe probabile il ritorno sui minimi di inizio mee a 0,6470 euro. Supporto successivo, critico anche in ottica di medio lungo periodo, a 0,6265 euro, sui minimi di luglio 2016. Un miglioramento del quadro grafico verrebbe registrato solo con la rottura di area 0,7130, in quel caso i prezzi potrebbero tentare di forzare la media mobile a 100 giorni passante a 0,737 circa. Resistenza successiva a 0,7690, suo top di gennaio.

(AM - www.ftaonline.com)