Dopo il positivo mercoledì di Wall Street (i tre principali indici hanno chiuso tutti su nuovi massimi), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è di un ulteriore generalizzato rialzo. I verbali relativi al meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) di 19-20 settembre diffusi mercoledì non hanno raffreddato le aspettative del mercato per un rialzo dei tassi Usa in dicembre, ma hanno mostrato una Fed decisamente meno "falco" di quanto fosse apparsa nella precedente riunione, con molti rappresentanti che continuano a essere preoccupati per la debolezza dell'inflazione. Il risultato è stato un ulteriore indebolimento del dollaro (il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è in declino per la quinta sessione consecutiva), anche se soprattutto nei confronti dell'euro, rafforzatosi anche grazie all'attenuarsi dei timori legati alle vicende catalane. Lo yen è invece in progresso dello 0,20% sul biglietto verde, ma questo non impedisce a Tokyo di continuare ad apprezzarsi e il Nikkei 225 chiude in crescita dello 0,35% (fa peggio l'indice più ampio Topix che guadagna comunque lo 0,20%), dopo che già nella precedente seduta era volato sui massimi dal 1996. Sul fronte macroeconomico, in settembre i prezzi alla produzione nel Sol Levante sono cresciuti del 3,0% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto al 2,9% di agosto e in linea con il consensus. Frena invece l'indice di attività del settore terziario, in declino dello 0,2% su base sequenziale in agosto contro il progresso dello 0,1% di luglio, e in crescita dello 0,6% annuo contro l'1% del mese precedente.