La seduta odierna si è conclusa in flessione per due big del settore bancario quali Unicredit e Intesa Sanpaolo che si sono mossi però a velocità diversa. Unicredit è stato il peggiore del comparto bancario e ha occupato la penultima posizione nel paniere del Ftse Mib, terminando gli scambi a 17,2 euro, con un rosso dell'1,83% e oltre 17 milioni di azioni trattate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 21 milioni di pezzi.
Si è difeso meglio Intesa Sanpaolo che si è fermato a 2,834 euro, con un calo dello 0,91% e quasi 93 milioni di azioni transitate sul mercato, anche in questo caso al di sotto della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 130 milioni di pezzi.
I due titoli quest'oggi sono finiti sotto la lente di Goldman Sachs, i cui analisti hanno deciso di confermare la raccomandazione "neutral" su Intesa Sanpaolo, con un prezzo obiettivo alzato da 2,8 a 3,1 euro.
La revisione della valutazione ha interessato anche Unicredit, il cui target price è stato migliorato da 20 a 21,7 euro, con una conferma del titolo nella conviction buy list della banca americana.
Gli esperti di Goldman Sachs hanno deciso di migliorare la valutazione sui due titoli ritenendo che il minor rischio sistemico dopo la soluzione trovata per Banca Monte Paschi e le due banche venete, ossia Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, merito dei premi al rischio più contenuti per le grandi banche come Unicredit e Intesa Sanpaolo.