Il liquidation effect non è altro che un metodo che favorisce la riduzione del debito pubblico facendo leva sui differenziali fra tassi di interesse e inflazione. Questo effetto si è verificato sistematicamente sia prima che dopo la Seconda Guerra Mondiale, per le economie avanzate come per quelle in via di sviluppo. In pratica nelle decadi successive al 1945, proprio nel periodo in cui gli indebitamenti governativi erano al top, il Liquidation Effect, insieme a default e ristrutturazioni, ha consentito a diversi paesi di ridurre l’impatto dei debiti governativi semplicemente facendo leva su dei tassi di interesse reali negativi, dovuti ad un inflazione elevata.
In sostanza la variabile fondamentale che incide sul livello del debito è il tasso di interesse nominale. Quando quest’ultimo risultava negativo (o molto basso), ha determinato un abbassamento automatico del debito governativo. Infatti spesso durante tutto il periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale e fino ai primi anni ’80, il Liquidation Effect ha consentito la riduzione dei debiti governativi per le economie avanzate. Tecnicamente un’inflazione più alta del tasso di interesse reale provoca un effetto positivo sullo stock del debito. In sostanza i tassi sui bond governativi, depurati dall’inflazione risultavano negativi. Questo effetto infatti ha consentito a diversi paesi di poter mantenere la spesa pubblica regolarmente alta. Tutto ciò è durato fino a quando i mercati finanziari dei diversi paesi non sono stati liberalizzati. Infatti così è avvenuto fino ai primi anni ’80 (anche in Italia).
Parallelamente le politiche di Financial repression adottate dal 1945 al 1980 nelle economie sviluppate ed anche nei paesi in via di sviluppo negli ultimi decenni, hanno contribuito a creare il liquidation effect (si veda Edward Shaw e Ronald Mckinnon 1973). La repressione finanziaria consisteva nel gestire i tassi di interesse sui titoli del debito pubblico fissandone dei limiti. Questa azione insieme all’inflazione, che era difficilmente governabile, determinava tassi di interesse negativi, i quali a sua volta limavano il debito pubblico. Si tratta di un trasferimento dai creditori ai debitori.
The liquidation effect: riduzione del debito
Con l’avvento della moneta unica, l’Italia ha potuto beneficiare di tassi di interesse molto bassi che raffrontati con un inflazione intorno al 2% (o poco superiore) possiamo dire che ci siamo finanziati con pochissimo (quindi un costo per interessi molto basso).
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