Luci ed ombre su Piazza Affari nel corso di questa settimana. L’indice FTSE Mib ha dapprima alzato l’asticella dei nuovi record di periodo a 21.133,42 punti per poi ripiegare bruscamente al ribasso, in direzione delle ex resistenze statiche poco sopra i 22.500 punti.

Questo movimento è stato dettato, in via principale ma non solo, da un deterioramento dell’umore che impera sul settore bancario europeo. Nella settimana che si conclude oggi, molti istituti di credito hanno diffuso i propri bilanci al 30 settembre 2017, evidenziando andamenti contrastati a causa del perdurare dei tassi d’interesse prossimi allo zero. 

Dal punto di vista operativo, l’insieme di questi elementi sembra non aver avuto ricadute grossolane sullo stile d’investimento degli operatori. La maggioranza di questi è rimasta impostata al rialzo sul mercato italiano; prova ne sono gli elevati volumi che hanno interessato il Certificato Turbo Long sul FTSE Mib (Isin NL0012316418). Il recente ribasso del sottostante ha limato la distanza dal knock out (contemplato a 21.500 punti) a soli 4,7 punti percentuali. Questo elemento, unitamente alla scadenza ravvicinata (15.12.2017), ha contribuito ad aumentare l’appeal dello strumento. 

Nella stessa direzione si è mosso il Certificato Turbo Long su Banco BPM (Isin NL0012164305). Evidentemente il ribasso del sottostante delle ultime tre sedute ha provocato un’impennata delle scommesse di recupero del prezzo da parte degli investitori. Il Certificato a leva analizzato in questa sede si presta ad eventuali strategie in questa direzione, contemplando uno stop loss (Barriera) a 2,4 euro che lascia un margine ribassista superiore agli 8 punti percentuali al sottostante.