Nuove tensioni sui mercati, scatenate dall’urlo feroce di Donald Trump “fuoco e furia”, rivolto al regime Nordcoreano. La voce ruggente del Presidente Usa ha fatto traballare i listini di mezzo mondo, rinfocolando tensioni geopolitiche e soprattutto la volatilità. 

Dopo mesi di attività soporifera sui mercati, con la volatilità ridotta all’osso, ecco dunque che i mercati sono tornati ad oscillare con movimenti che, in molti casi, hanno messo in discussione la recente dinamica rialzista (è il caso di Piazza Affari).

In un contesto del genere, gli investitori hanno spostato il focus in termini di sottostanti su quelli più volatili, come quelli del comparto bancario. Sull’onda dell’entusiasmo suscitato dalla trimestrale, il certificato Turbo Long su UniCredit (Isin NL0012164537) ha acceso l’interesse degli investitori, anche perché la salita del sottostante in Borsa nella settimana precedente a quella che si conclude oggi ha fatto crescere l’appetibilità dello strumento. La barriera, fissata a 11 euro, dista ormai più del 37%, una percentuale che dovrebbe mettere al sicuro i guadagni di chi vorrà portare il Certificate fino alla scadenza, prevista fra circa 4 mesi il 15 dicembre prossimo. 

Altra storia di successo è quella di Mediobanca, presente nell’offerta di Bnp come sottostante sia di un prodotto a leva, parliamo dei Turbo Long con Isin NL0012164040, che di uno Investment, quale è il Cash Collect avente Isin NL0012165062.