I nostri lettori più assidui sanno che l’oro può rendere le crisi in qualche modo divertenti. I sostenitori del bull dell’oro sono stati così tranquilli negli ultimi anni, che qualcuno avrà gioito al crollo dei prezzi del 20% avvenuto a fine 2011.

“Riteniamo che il picco avverrà verso la fine di quest’anno o forse durante la prima metà dell’anno prossimo” ha dichiarato Neil Meader, direttore di ricerche per GFMS, la società di consulenza sui metalli preziosi acquisita dalla Thomson-Reuters nel 2011.

L’elemento che scatenerà l’ascesa finale dell’oro e quindi il declino? “Qualsiasi indicazione data ai mercati che gli sbilanci struttuali e i vari problemi che le valute stanno affrontando appartengono al passato, e che ci stiamo muovendo verso una fase successiva rispetto alla crisi finanziaria in corso” ha dichiarato Meader intervistato da TheStreet, dopo il lancio avvenuto martedì scorso a New York del Gold Survey Update, l’ultimo report di GFMS.

A prescindere dal rischio insito nella previsione, gli investitori in oro dovrebbero essere contenti che uno dei fornitori di dati ed analisi più autorevoli al mondo stia prendendo in considerazione l’eventualità che il bull dell’oro finisca. Tale vento sarà comunque inevitabile, e quindi non può che essere saggio considerarlo in maniera razionale.

In particolare, continua Meader, “un segnale manifesto al quale si dovrà fare attenzione è il rialzo dei tassi di interesse. I tassi di interesse bassi sono una condizione necessaria affinché gli investimenti in oro siano appetibili.”

Il punto è che il rischio di tassi di interesse più alti durante il 2012 sembra essere allo stesso livello dei tassi stessi, ovvero a zero. Anche nei casi in cui il costo del denaro o il rendimento sui depositi sia positivo, non è così se si conta l’inflazione. E come noi di BullionVault non ci stanchiamo di ripetere, è quel tasso (il tasso di interesse reale al netto dell’inflazione) che conta veramente quando si considera il ciclo di domanda e offerta dell’oro.