L’antico detto: “canta che ti passa” ci mostra la strada per scacciare le preoccupazioni e la tristezza di una giornata storta attraverso il canto, la musica. Le banche centrali da qualche anno, si sono invece pericolosamente incanalate in un ben più preoccupante “stampa che ti passa” e l’assioma che sostiene la trasformazione del proverbio è che la creazione di nuova moneta dal nulla, sia la cura di tutti i mali dell’economia. Non essendo un economista non avrei alcun titolo per poter discutere di questo argomento, però appare lampante che gli effetti di questo modo di fare hanno ogni volta durata minore, mentre le distorsioni di mercati finanziari in cui la leva viene esasperata sempre di più, crescono inesorabilmente. L’ultima trovata della Bce, venerdì scorso, è stata la sostituzione dei bonds tossici della Grecia con nuovi bonds identici ai precedenti, salvo per il fatto di essere esenti dalla cosiddetta CAC, la clausola di azione collettiva, che costringe i possessori di bonds ad accettare eventuali ristrutturazioni del debito, subendo dei tagli.
I mercati intanto stanno festeggiando il varo della nuova tranche di aiuti alla moribonda Grecia, che come già affermato più volte, non ha alcuna possibilità di salvarsi, dovendo correre con mani e piedi legati a causa delle continue riforme recessive richieste dalla Troica (leggi Germania). Si apprende inoltre che l’inflazione in Europa si attesta stabilmente sopra il 3%, in attesa della nuova operazione LTRO che scatterà a fine mese e che porterà un altro regalo nelle casse delle banche, le quali potranno finanziarsi all’1% a tre anni, via Bce. Naturalmente anche il Giappone e il Regno Unito hanno stampato a volontà nelle ultime settimane e gli Usa non staranno certo a guardare, avendo esigenza di svalutare il più possibile il dollarino, a maggior ragione nell’anno che porta alle elezioni di novembre.