ETF Dividendi


Anche gli ETF, in quanto organismi OICR, offrono la possibilità di ricevere dividendi.

ETF Dividendi

Al pari dei fondi comuni di investimento, anche gli Exchange Traded Funds si dividono tra ETF a distribuzione (che prevedono il pagamento di dividendi periodici) ed ETF ad accumulazione (con il reinvestimento successivo dei dividendi maturati).

ETF a distribuzione

Vincolati all’attività sottostante ma concorrendo solo parzialmente all’esposizione rischiosa, i dividendi pagati tramite fondi OICR costituiti su attività di base non raggiungono mai i livelli di performance ottenibili tramite l’investimento diretto sul titolo di riferimento (specialmente per azioni ad alto rendimento). I proventi da dividendo sono tassati (dal 1° luglio 2014) con l’imposta del 26%, al pari di qualsiasi rendimento da attività finanziaria, applicata nell’istante dell’incasso dell’importo.
In tal senso, un dividendo di ammontare totale pari a 50 euro, genererà un’entrata di cassa di 37 euro, con 13 euro d’imposta.

ETF ad accumulazione

All’interno degli open-ended ETF, i dividendi societari, maturati in un periodo compreso tra due scadenze, vengono reinvestiti immediatamente dopo la data del loro stacco, con tempistiche diverse per i fondi di investimento specifici. In tale situazione il reinvestimento del dividendo comporta non solo l’istantaneo aumento del valore della quotazione, ma anche il differimento della tassazione, che sarà calcolata sul valore capitalizzato delle plusvalenze reinvestite e maturate nel tempo. Attraverso tale sistema il mantenimento in portafoglio di un ETF non comporta spese di imposta, che sarnno invece differite in totos al momento dello smobilizzo.
In tal senso, investendo 100 in un ETF tenuto per 10 anni con uno yield medio annuo del 3%, questo reinvestirà il valore del proprio dividendo ad ogni data dello stacco. Al termine del decimo anno, in concomitanza con la vendita, l’importo dell’imposta sostitutiva al 26% sarà calcolato sulla differenza tra il capitale lordo incassato (100+3annuo capitalizzato per 10 anni) e quello investito (il 100 iniziale)

Dal punto di vista dell’efficienza, gli ETF presentano vantaggi a livello di gestione specifica, volte a preservare la conservazione del valore patrimoniale: anche nel caso in cui il fondo ETF venda od acquisti attività in corso d’opera (nella ricerca di eguagliare un paniere target di attività), la composizione di questo viene costantemente sottoposta a monitoraggio, così da non modificare le condizioni profittuali dell’attività globalmente considerata. Tale misura è finalizzata ad evitare che si creino oneri fiscali sulle plusvalenze realizzate in natura sui trasferimenti (che avranno dunque valore presumibilmente inferiore rispetto a quello dei fondi comuni d’investimento standard).
La regolamentazione dei fondi comuni d’investimento prevede, nello specifico, che l’OICR sia obbligato a distribuire le plusvalenze nel caso in cui il gestore smobiliti parte dei titoli ottenendo profitto. L’importo della cedola conferita ai detentori di quote ETF sarà calcolata sulla percentuale di partecipazione al fondo, tassabile come plusvalenza.

Definizione del NAV e differenze col prezzo ETF

In tema di plusvalente e valori della performance dell’ETF è bene precisare cosa si intenda con la sigla NAV.
Il NAV, Net Asset Value di un fondi Exchange Traded (calcolato ad ogni chiusura di seduta) è la misura del patrimonio netto del fondo e non è dunque da interpretare come il prezzo di Borsa dell’ETF. Il termine Net, nello specifico, si riferisce all’ammontare dell’asse value della società al netto dei costi di commissione, gestione e spese altre. Nel caso specifico degli ETF, il NAV corrisponde al valore totale dei titoli aggiunti della liquidità (che spesso incorpora all’accumulo dei dividendi) in essere all’interno del portafoglio del fondo.

Con il termine quotazione si intende il prezzo dell’ETF sul mercato in un determinato momento, variabile a seconda dell’andamento del benchmark sottostante (ovvero dipendente dal rapporto domanda/offerta in ogni momento sulla piazza). Diversamente da questa, il NAV non dipende unicamente dagli scarti tra i prezzi dell’ETF quotato sul mercato, ma include al suo interno anche la componente cash del fondo (e l’eventuale accumulo di dividendi), al netto, come sopra detto, delle commissioni di gestione.
NAV e quotazione dell’ETF, pertanto, non coincidono, ad eccezione dei momenti di stacco del dividendo (ovvero della relativa scorporazione della componente cedolare).

Consulta anche:

apk