ETF Fondi


Per quanto entrambi rientrino nella macro categoria dei fondi d’investimento OICR, le differenze tra i fondi ETF, Exchange Traded Funds, e i ben più noti fondi comuni d’investimento sono marcate e di importanza rilevante.
Tra i principali fattori di diversità, una prima caratteristica determinante è la replica passiva che i fondi ETF applicano per la propria strategia operativa. Oltre all’indicizzazione, gli Exchange Traded risultano quotati in borsa al pari di qualsiasi azione ed offrono, dunque, maggiore facilità d’accesso.

Fondi ETF

Partendo da ciò, risulta sostanziale ricordare quali siano i maggiori vantaggi offerti da un posizionamento tramite fondi ETF, annoverando:

-facilità nelle operazioni di compravendita, condotte in tempo reale e in modo diretto;
-flessibilità nella gestione, che consente di adattarsi attraverso prodotti differenti alle variazioni di mercato;
-assenza di limiti quantitativi di ingresso, sia massimi che minimi;
-assenza di spese di ingresso ed uscita (che per i fondi comuni ammontano tra lo 0,5 ed il 2%);
-basse spese di gestione annua, comprese tra lo 0,09% ed un massimo dell’1,5% (prevalentemente incluse in un range dello 0,2%-0,95%), pari a circa la metà rispetto ai costi gravanti sui fondi;
-assenza dell’onere della Tobin Tax, che risulta a carico dell’emittente (ed inclusa nelle spese di gestione annue).

Data la natura stessa degli strumenti ETF, tra i principali svantaggi in capo a questi si rilevano:

-possibile basso livello di liquidità, soprattutto per quegli strumenti il cui sottostante gode di minor volumi di contrattazione sulla piazza principale;
-spread denaro-lettera penalizzante, spesso sfavorevole a causa dei bassi livelli di domanda ed offerta.

Entrambe i limiti possono essere evitati scegliendo quegli strumenti a maggiori volumi di scambio.

Differenze tra ETF e fondi comuni d’investimento

Entrando nel vivo del confronto diretto tra ETF e fondi comuni d’investimento, le principali differenze tra i due sono riassumibili in sei punti.

Primo: la collocazione. Mentre per l’acquisto di quote di fondi comuni d’investimento è necessario rivolgersi a banche o promotori finanziari, altrettanto non accade per gli ETF, che quotati sul mercato risultano direttamente accessibili e disponibili a chiunque possieda un conto titoli.
A tal proposito, la facilità d’accesso al mercato degli Exchange Traded Fund può tuttavia portare l’investitore a scegliere con minor accortezza l’intermediario finanziario che, a parità di operazione, potrebbe richiedere costi maggiori.

Secondo: la gestione. La particolarità della gestione attiva che contraddistingue i fondi comuni di investimento, espone sovente questi ultimi al rischio di cattiva gestione, situazione inverificabile nel campo degli ETF, dove il benchmark di riferimento non subisce l’effetto di gestioni eccessivamente aleatorie od imprudenti. Dal canto opposto, difficilmente un indice precostituito riuscirà a battere il mercato.

Terzo: l’accessibilità. Essendo i fondi comuni strumenti non quotati, acquisti e vendite possono avvenire una sola volta nel corso della giornata, e si adattano dunque ad investitori di lungo termine; vice versa, fondi Exchange Traded sono negoziati in continuo durante la seduta di borsa e si adattano anche ad un tipo di operatività daily

Quarto: il prezzo. Nel caso dei fondi comuni d’investimento, il prezzo della quota di partecipazione al fondo risulta chiaro solo al momento dell’effettiva esecuzione finale. Il prezzo dell’ETF è invece conoscibile in ogni momento, nell’istante precedente alla trasmissione di un ordine

Quinto: fisico e sintetico. Mentre i fondi comuni di investimento possiedono portafogli di azioni ed obbligazioni legati a mercati fisici nei quali investono, gli ETF, che possono essere sia a replica fisica che sintetica, non sempre rispettano tale presupposto. Un portafoglio di ETF, infatti, può esser composto da un’ampia varietà di titoli, anche non connessi ad un mercato specifico di riferimento, ma vincolati, ad esempio a strumenti terzi derivati.

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