ETF obbligazionari


Al pari degli ETF di tipo azionario, anche gli Exchange Traded Funds obbligazionari rientrano all’interno del segmento di ETFplus, specifico per gli OICR aperti indicizzati.

ETF Obbligazionari

Gli ETF quotati sul mercato di Borsa Italiana si stimano essere circa 600 in tutto (poco meno di 500 riferiti al mercato azionario, circa 110 quelli obbligazionari), costruiti su 500 indici fondamentali differenti: una condizione che permette quotidianamente agli investitori di coprire, attraverso posizionamento indiretto, l’intera offerta presente sul mercato mondiale.

Data la natura di replicante di titoli o panieri di attività già quotati sul mercato, anche gli ETF obbligazionari prediligono come sottostante di riferimento gli indici di mercato. Questi ultimi, racchiudendo e condensando le informazioni di società appartenenti a diversi settori e diverse aree geografiche, costituiscono uno strumento valido e diretto per verificare l’efficienza di un portafoglio d’investimento, che tende a definire con il termine benchmark l’indice analogo cui rapportare la performance specifica.

Tipologie di indici obbligazionari su ETF

Tra le più importanti tipologie di indici obbligazionari su ETF, si rilevano:

Indici Aggregati (per Titoli di Stato, obbligazioni investment grade);
Indici Governativi (esclusivamente rivolti ai Titoli di Stato, suddivisibili in sotto-indici riferiti a differenti vite residue o aree geografiche);
Indici Corporate (rivolti ad emissioni obbligazionarie di società, con volumi elevati soprattutto per il segmento bancario e delle istituzioni finanziarie)
Indici Covered Bond (emissioni obbligazionarie coperte, garantite prevalentemente da emittenti finanziari o autorità statali, con il fine di ridurre il rischio di insolvenza dell’emittente);
Indici Inflation Linked (obbligazioni legate all’andamento dell’inflazione, garanti cioè di un rendimento reale positivo rivisti in funzione dell’andamento dei prezzi);
Indici High Yield (obbligazioni con potenziale di rischio/rendimento più elevato, dato da un rating dell’emittente inferiore rispetto al livello Investment grade);
Indici Emerging Markets Bond (emissioni sovrane di Paesi inclusi nella schiera degli Emergenti, esprimibili in valuta locale o tramite conversione in divise forti).

ETF su indici: Governartivi e Titoli di Stato

Gli ETF aventi come sottostante buoni del Tesoro di differente durata ed appartenenti ad aree geografiche diverse, sono descrittori attendibili dell’andamento del mercato e forniscono all’investitore una chiara visione delle movimentazioni più o meno profittevoli sulla piazza. Racchiudendo panieri di beni omogenei, la composizione di ETF obbligazionari differisce al proprio interno per la diversa percentuale attribuita ad ogni investimento al suo interno (in proporzione all’ammontare totale dell’emissione).
Ogni indice è portatore delle caratteristiche degli elementi che lo compongono. Nel caso di titoli appartenenti al Tesoro, essi conservano un proprio rendimento (yield to return), una scadenza, una cedola, una duration ed un rating: fattori il cui andamento fa variare il valore dell’indice di riferimento sottostante e sul quale l’investitore (posizionato in replica tramite ETF) può documentarsi per scegliere quale forma di Fondo Exchange Traded risponda meglio alla propria condizione.

Tra gli indici obbligazionari replicabili, è bene sottolineare come alcuni grandi panieri di Titoli su Paesi Sviluppati e Mercati Emergenti siano così ampi, tali da rendere difficoltoso il controllo della pluralità delle attività in essi contenute (quali, ad esempio, le 12.000 obbligazioni su 5 continenti presenti sul Barclays Capital Global Aggregate Bond): per tali tipologie di sottostanti la replica si svolge in modo parziale o sintetico.

ETF su indici: Corporate e società

Gli indici Corporate riferiti ad emissioni di società private sono, per volumi d’investimento, i secondi in ordine d'importanza (dopo i Titoli di Stato). Sebbene la maggioranza di tali panieri sia emessa da banche ed istituzioni finanziarie assicurative, molti indici, onde evitare situazioni incerte e modificazioni inaspettate di prezzo, escludono anticipatamente il valore delle emissioni finanziarie dal calcolo, incentrando la propria attenzione solo su emittenti di società industriali o facenti parte del settore delle Public Utilities (con particolare accortezza rivolta a quelle società contraddistinte da un maggiore livello di liquidità).
L’esclusione del settore finanziario dal calcolo dell’indice, in periodi di incertezza e rischiosità sistemica, può essere un valido strumento per non replicare, tramite il proprio investimento in ETF, una situazione di aleatorietà propria del tessuto finanziario di base.

A differenza di questi ultimi, infine, gli Indici Covered Bond fondano la propria ragion d'essere proprio sulla copertura data da istituti di natura finanziaria, che si fanno garanti delle emissioni sul mercato da parte di singole società con rating medio-basso.

ETF su indici: rapporto rischio/rendimento

Al pari della variabilità di mercato sul posizionamento diretto su uno strumento emesso o sull'indice di riferimento, anche l’investimento in ETF risente delle variazioni di prezzo connesse al modificarsi della realtà economica circostante, alle cui movimentazioni si è cercato di andare in contro sia tramite indici studiati (al fine di ridurre rischiosità e volatilità del sottostante), sia puntando proprio sul fattore rischioso (al fine di ottenere benefici in un’ottica di rendimento elevato).
Se per la prima categoria spicca allora l’indicizzazione rispetto al valore dell’inflazione (che garantisce, a parità di rendimenti, una non penalizzazione sul fronte del potere d’acquisto della rendita fruttata), ETF *su indici *High Yield ed ETF su Mercati Emergenti mirano a sfruttare la crescita potenziale dell’asset, esponendosi ad un rischio maggiore. Se infatti, nel primo dei due casi, l’obiettivo risulta essere l’andare a puntare su società sottovalutate dal mercato (e potenzialmente profittevoli a dispetto di un rating poco appagante), il tema dei mercati Emergenti è andato via via sviluppandosi nel corso degli ultimi anni, divenendo uno dei principali focus dell’attività tramite fondi Exchange Traded.

Produttori di indici ETF:

Tra i principali produttori di indici mondiali sui quali sono strutturati importanti ETF quotati su Borsa Italiana (da emittenti differenti), si annoverano:
- Barclays Capital Indicies, famiglia di indici obbligazionari, attiva con circa 21 ETF operanti su diverse tipologie di prodotto per tipologia, area geografica ed orizzonte temporale;
- Markit IBoxx, consorzio di 8 gruppi bancari, da cui originano circa 1400 indici e presente sul mercato italiano con 51 ETF quotati;
- Euromts, particolare per il focus sulla creazione di indici Macro-Weighted, basati non sul quantitativo dell’emissione originaria ma sulla qualità dell’emittente (in base ad indicatori fondamentali di investimento e gestione del patrimonio), replicato tramite 25 ETF quotati; tra questi, Lyxor ha strutturato quattro fondi Exchange sul segmento ETFplus;
JP Morgan, rappresentato sul mercato ETF di Borsa Italiana con un solo ETF replicante emessi da Ishares.

Consulta anche:

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