Non molte le cifre macroeconomiche pubblicate in giornata.

In Francia l'Ufficio di Statistica Insee ha pubblicato i dati finali sull'inflazione. Nel mese di gennaio l'indice dei prezzi al consumo è diminuito dell'1% su base mensile a fronte di un incremento dello 0,2% rilevato a dicembre ed è cresciuto dello 0,2% su base annuale. L'indice armonizzato è salito dello 0,3% su base annua.

La BCE ha comunicato che nel mese di dicembre 2015 l'avanzo delle Partite Correnti dell'Eurozona e' risultato pari a 25,5 mld di euro, superiore al consensus degli analisti che avevano stimato un saldo positivo pari a 22,3 mld di euro. E' stato inoltre rivisto al rialzo il surplus di novembre a 26,9 mld di euro dai 26,4 della lettura precedente.

Dal Bollettino mensile della Bce relativo alla riunione del consiglio direttivo tenutasi il 21 gennaio emergono rinnovati timori che le condizioni dell'area euro stiano nuovamente peggiorando a causa della congiuntura. "Anche se la ripresa nell'eurozona sta resistendo bene e le condizioni finanziarie si confermano favorevoli in tutta l'area, lo scenario esterno - si legge nel rapporto - è caratterizzato da un'elevata incertezza sulle prospettive di crescita dei mercati emergenti, dalla volatilità sui mercati finanziari e delle materie prime e da rischi geopolitici". In questo contesto, la dinamica dell'inflazione nell'area dell'euro "ha continuato a essere più debole di quanto previsto". Inoltre, "sono emersi segnali più chiari che le continue revisioni al ribasso delle prospettive d'inflazione stavano filtrando nelle attese di inflazione, aumentando le possibilità che l'economia dell'eurozona sarebbe rimasta in una fase di bassa inflazione per un periodo prolungato di tempo". Infine si sottolinea come sussista l'eventualità che pressioni inflative troppo basse si facciano sentire in modo duraturo su prezzi e salari, innescando una spirale negativa.