In Europa, la situazione resta molto precaria e la ripresa economica non è uniforme. In generale ci si aspetta un ulteriore rallentamento nel 2012, con le ultime stime della Commissione europea che parlano di un incremento del Pil continentale dello 0,6%. Con l’ultimo taglio sui tassi d’interesse, portati all’1% dall’1,25% dalla Banca centrale europea lo scorso dicembre, si sono calmati i timori sull’inflazione. Nel 2011, anno in cui l’indice Msci Europe ha perso circa 15 punti, gli investitori hanno preferito restare alla finestra, in attesa che i leader dell’Ue riuscissero a trovare una soluzione alla crisi dei debiti governativi che sta affliggendo la regione.
In questi ultimi giorni, i riflettori sono tornati ad illuminare la Grecia. Infatti, la situazione è peggiorata con l’uscita dal governo del partito di destra Laos. Tuttavia, il Parlamento greco è comunque riuscito ad approvare il pacchetto di austerità da 130 miliardi di euro con 199 voti a favore e 79 voti contrari. Il prossimo passo prima del versamento della tranche di aiuti dalla cosiddetta Troika (Bce, Fondo monetario internazionale, Unione europea) sarà l’approvazione del pacchetto di austerità da parte dell’Ue durante l’incontro dei ministri delle finanze dell’Eurozona.
L’indice
L’Msci Europe Index comprende circa l’85% della capitalizzazione di mercato dei 16 principali paesi d’Europa. I componenti devono soddisfare dei criteri minimi per la liquidità, come pure delle restrizioni alla proprietà estera. I titoli vengono ponderati secondo la capitalizzazione di mercato aggiustata per il flottante. L’aggiustamento serve a garantire una liquidità dei titoli replicati più alta rispetto alla semplice ponderazione in base alla capitalizzazione di mercato. L’inclusione della Svizzera e del Regno Unito nell’Msci Europe rende questo indice una scelta un po’ più diversificata rispetto ad un benchmark azionario della zona euro. Eppure, a 0,98, la correlazione a 3 anni tra l’Msci Europe e l’Msci Emu (European monetary union) è sempre molto elevata. Perciò, non vi è beneficio di diversificazione nell’utilizzare questo indice in tandem con altri paneuropei.
