• Un crollo dei titoli ciclici ha determinato una brusca correzione delle materie prime, tra cui metalli industriali, petrolio e oro.
  • Gli investitori in ETF, tuttavia, hanno colto l’opportunità per acquistare titoli azionari in seguito al calo dei prezzi.
  • Il livello record della produzione petrolifera statunitense continua a gravare sui prezzi del greggio.

Gli ETP sul metalli industriali hanno registrato deflussi per 99,9 milioni di USD. I metalli industriali – le materie prime probabilmente più esposte al ciclo economico – hanno subito la maggiore ondata di disinvestimenti delle ultime 10 settimane. Una correzione dei mercati azionari ha spinto al ribasso altri attivi ciclici. I deflussi hanno interessato principalmente i panieri diversificati (-133,6 milioni di USD) e il rame (-26,3 milioni di USD). “Tuttavia, si sono registrati flussi positivi nel nickel (61,3 milioni di USD) e nell’argento (19,3 milioni di USD), segno che alcuni investitori ricercano opportunità in chiave tattica dopo il calo dei prezzi”, dichiara Massimo Siano, Executive Director - Head of Southern Europe di ETF Securities.

Gli investimenti negli ETF long su azioni europee sono saliti al livello più elevato dal 2016, al pari dei deflussi dagli ETF short. Gli investitori hanno acquistato ETP su azioni europee per 15,9 milioni di USD a seguito del crollo delle borse del Vecchio Continente, assicurando al contempo i loro profitti con la vendita di ETF short su titoli europei (perlopiù britannici) per 9,9 milioni di USD. “Le operazioni di compravendita indicano che molti investitori in ETP considerano transitoria l’attuale flessione dei mercati azionari”, rileva Siano.