Pietro Origlia, trader privato,  sarà presente martedì 5 Febbraio dalle ore 18.00 alle ore 19.00 nel video incontro: STRATEGIE OPERATIVE DI TRADING E WATCH LIST. Cercherà di dare una spiegazione alla probabile direzione dei mercati nei prossimi mesi utilizzando  la piattaforma WHS FutureStation per CFD e Forex. Per iscriverti CLICCA QUI.

Il “lato” trading degli Etp (acronimo che racchiude le diverse tipologie di replicanti quotati) piace sempre più agli investitori, in particolare a inglesi, tedeschi e italiani. Secondo le statistiche di iShares, nel 2012 i volumi medi giornalieri sono stati di 731 milioni di dollari a Londra, di 714,1 milioni a Francoforte e di 306,2 milioni a Milano.
I dati, spiega Leland Clemons, responsabile Capital markets di iShares, riflettono l’appetito crescente per questi strumenti da parte soprattutto dei gestori, tra cui anche gli hedge fund, dei consulenti finanziari, in particolare nel Regno Unito, e dei privati.

Tattiche di portafoglio
Gli Etp sono sempre più frequentemente usati per la parte “tattica” del portafoglio, ossia per la componente che viene più movimentata con l’obiettivo di cogliere determinate situazioni di mercato e avere l’esposizione su classi di attività specifiche come i paesi emergenti. Come spiega Gordon Rose, analista di Morningstar, quando si fa trading è importante capire i costi, compresi quelli nascosti, e ottenere la miglior transazione possibile.
I costi, infatti, non sono influenzati solo dai prezzi degli asset sottostanti, ma anche da altri fattori come le spese e tasse sui titoli, il meccanismo di creazione e rimborso delle quote e l’attività del mercato. Per Clemons, è importante che l’emittente lavori per minimizzare tali costi e aiuti l’investitore a comprendere come fare al meglio la transazione.