• Gli investitori stanno incamerando plusvalenze su oro e argento man mano che toccano i massimi da molti mesi.
  • Gli ETP sul greggio hanno registrato modesti deflussi mentre le raffinerie USA si risollevano dall’uragano Harvey.
  • Gli investitori stanno incamerando plusvalenze sui metalli industriali dopo l’aumento a doppia cifra delle loro quotazioni dall’inizio dell’anno.

Gli investitori hanno ridotto le posizioni lunghe negli ETP su oro e argento. La scorsa settimana i nostri ETP su oro e argento hanno evidenziato deflussi rispettivamente pari a 354,5 e 116,7 milioni di USD. Il prezzo dell’oro si attesta intorno ai massimi degli ultimi dodici mesi, sostenuto dalla debolezza del dollaro USA e dalla contrazione dei mercati azionari. Il recedere delle previsioni di ulteriori rialzi dei tassi della Fed, le tensioni in Corea del Nord e le catastrofi naturali dovrebbero escludere rialzi del dollaro USA nel breve periodo. “La scorsa settimana Stanley Fischer ha annunciato le sue inattese dimissioni dal ruolo di vicepresidente della Fed per ragioni personali. Il suo abbandono accresce l’incertezza sulla nuova gestione della Fed e sulle future scelte di politica monetaria. Inoltre, la controversia bipartisan sull’innalzamento del tetto del debito USA è destinata ad accentuare ulteriormente la fragilità del biglietto verde nell’ultima parte dell’anno”, ha spiegato Massimo Siano, Executive Director – Head of Southern Europe di ETF Securities.

Abbiamo registrato deflussi per 26,3 milioni di USD dagli ETP sul petrolio, alla luce del previsto aumento delle scorte di greggio. La scorsa settimana i prezzi del petrolio hanno guadagnato il 2%, grazie alla maggior capacità di raffinazione negli Stati Uniti dopo il blocco temporaneo causato dalla tempesta tropicale Harvey. Il dollaro USA si è indebolito e le trattative fra Russia e Arabia Saudita circa una possibile proroga dei tagli alla produzione da parte dei paesi OPEC hanno offerto una spinta ulteriore ai prezzi del greggio. L’uragano Irma, classificato fra i più insidiosi, ha raggiunto la Florida nel week-end, minacciando gli impianti di produzione di metano e greggio e le attività petrolifere. L’esposizione degli oleodotti e delle attività delle raffinerie a questa minaccia frenerà nuovamente le quotazioni del greggio, rafforzando i prezzi del carburante (com’è avvenuto venerdì). “Il rapporto settimanale del Dipartimento dell’Energia USA (DOE) ha evidenziato un robusto incremento delle scorte di greggio del paese nella settimana chiusa il 1° settembre, per effetto del passaggio di Harvey. L’uragano Irma dovrebbe fare crescere ulteriormente le scorte di greggio, mentre quelle di carburante sono destinate a ridursi”, ha proseguito Siano.