Performance positiva ieri per *Eni *nonostante la netta flessione del prezzo del greggio. Il gruppo petrolifero ha ottenuto un buon riscontro nell'emissione del bond a tasso fisso con scadenza gennaio 2027 del valore nominale di 750 milioni di euro collocata sul mercato degli Eurobond nell'ambito del proprio programma di Euro Medium Term Note in essere. Il servizio Ifr di Reuters riferisce che l'obbligazione ha ottenuto richieste pari a 1,275 miliardi e che il rendimento è stato fissato a 88 bp sopra il midswap. Da un punto di vista grafico il titolo Eni si trova a fronteggiare un'importante resistenza dopo il consistente rally originato dai minimi di novembre (quasi +30% circa da allora): si tratta dei massimi dell'ottobre 2015 a 15,90 euro circa. Una vittoria confermata in chiusura di seduta su questo ultimo riferimento creerebbe i presupposti per un'estensione verso 17,66, massimo dell'aprile 2015, con obiettivo intermedio in area 17. Discese sotto 15,25 anticiperebbero invece approfondimenti sulle ex resistenze a 14,90 circa, con il rischio concreto di assistere successivamente alla copertura del gap rialzista a 14,29 euro lasciato il 12 dicembre.

FCA sale anche oggi dopo che l'a.d. Marchionne ha dichiarato al salone dell'auto di Detroit che la produzione in Messico potrebbe essere interrotta se eventuali dazi imposti dall'amministrazione Trump la rendessero anti-economica. Nel fine settimana FCA aveva annunciato che investirà circa 1 miliardo di dollari per potenziare gli stabilimenti di Warren, Michigan e Toledo, Ohio. L'operazione comporterà la creazione di circa 2mila posti di lavoro e lo spostamento della produzione del truck Ram heavy duty, attualmente realizzato in Messico. Inoltre il responsabile di Jeep, Mike Manley, ha affermato che il marchio è in linea per raggiungere l'obiettivo di 1,9 milioni di unità vendute globalmente nel 2018. Il titolo ha terminato la seduta di martedì sopra i 10 euro confermandosi ben impostato per proseguire il cammino verso i massimi del 2015 a 10,74 euro. A interferire, nel breve termine, nello scenario decisamente rialzista, una situazione di ipercomprato raggiunta dagli indicatori più comuni che potrebbe favorire una pausa di consolidamento. Discese fino a 8,40 euro non comprometterebbero però quanto di buono realizzato nel corso degli ultimi mesi. Sotto questo riferimento possibile test dei supporti posizionati tra 7,40 e 7,60, area corrispondente al 50% di ritracciamento di tutta la salita intrapresa dai minimi estivi.