In quella che alcuni esperti politici considerano la sua forma ideale (e molto semplificata), la democrazia funziona così: voi, elettori, preferite alcune politiche ad altre e votate per i politici a favore di quelle politiche; se un numero sufficiente di persone fa lo stesso, quei politici hanno la possibilità di lavorare per trasformare quelle politiche in leggi per il paese. Ma naturalmente, la realtà spesso delude quest’ideale e i politici sembrano invece non fare altro che litigare e urlare, senza realizzare granché. Questa situazione è nota come stallo politico e sembra ovviamente malvista, ma secondo noi gli investitori possono approfittare dalla comprensione dei potenziali vantaggi di uno stallo. Malgrado la sua cattiva reputazione, secondo noi lo stallo cela numerose sorprese positive. Gli sviluppi politici di quest’anno in Germania, Italia e Stati Uniti dovrebbero estendere lo stallo nel mondo sviluppato e pensiamo che questo fattore sosterrà l’attuale mercato Toro.

Pensiamo che nei sistemi bipartitici come gli USA, una situazione per cui un partito ha la presidenza e un altro controlla una (o entrambe) le camere del Congresso tenda a prestarsi allo stallo. Ma la storia recente mostra che anche un controllo a partito unico non garantisce necessariamente una rapida approvazione delle riforme. Il partito Repubblicano americano ha in mano la presidenza e ha la maggioranza in entrambe le camere, ma le lotte intestinali hanno bloccato buona parte dei disegni di legge. L'unica iniziativa approvata, la riforma fiscale, è passata in una versione decisamente rimaneggiata.

Nei sistemi parlamentari pluripartitici comuni in Europa e altrove le coalizioni sono spesso sinonimo di stallo. Per giungere ad un accordo, i partiti della coalizione si trovano spesso costretti a tradire o comunque a ridimensionare le più significative promesse elettorali. Ad esempio, dopo che i Paesi Bassi sono rimasti quasi sette mesi senza governo in seguito alle ultime elezioni del marzo scorso, il primo ministro Mark Rutte è riuscito a mettere insieme una coalizione a quattro partiti con una maggioranza parlamentare a un voto ma secondo i media si tratta di un matrimonio di convenienza, tenuto in piedi da un accordo di coalizione denso di compromessi e modeste aspirazioni politiche. Stando alle notizie, Rutte ha dovuto abbandonare le proprie speranze di rivoluzione del codice fiscale, accontentandosi invece di tagli modesti.