Forex - mercato Valutario


Il Mercato valutario può essere definito come il luogo di contrattazione internazionale per gli scambi di valute.

Il termine tasso di cambio si riferisce al rapporto di scambio tra due valute, svincolate da dipendenze reciproche e con movimenti separati l’una dall’alta. Dopo il dicembre del ’71, data in cui l’allora Presidente Nixon abbandonò il metodo ‘Gold Standard’ scorporando le monete nazionali dal valore dell’oro, il mercato del Forex ha iniziato ad espandersi in quanto a volumi e dimensioni, divenendo libero e facendo delle valute una merce quotata.

Forex - mercato valutario

Fino ai primi anni 70, le valute più importanti come il marco e la sterlina erano collegate al dollaro attraverso un sistema di parità fisse. Questo era entrato in vigore in seguito all'accordo di Bretton Woods del 1944 e, nonostante occasionali aggiustamenti apportati allo schema iniziale, funzionò bene per circa un quarto di secolo. A partire dagli anni sessanta però le differenze nei tassi di sviluppo economico tra i diversi Paesi diventarono di maggiore entità e ci fu una serie di riallineamenti alle parità sempre più frequenti. Infine, all'inizio del decennio, questo sistema di cambi fissi crollò definitivamente, e fu sostituito da un nuovo sistema a cambi variabili.

Tale cambiamento rivoluzionò l'intero Mercato del Forex: invece di essere fissi ed ancorati alla parità originaria, i tassi di cambio cominciarono a variare continuamente e senza limiti di riferimento. I Governi sarebbero dovuti intervenire di tanto in tanto, in genere, per sostenere la propria moneta, ma nella maggior parte dei casi, i cambi variavano liberamente in base alla domanda e all'offerta di quella valuta. Il nuovo contesto mondiale a cambi variabili creò il bisogno per le banche e per i loro clienti di gestire costantemente e molto attentamente le proprie esposizioni monetarie.

Contemporaneamente, fornì l'opportunità agli speculatori di puntare su eventuali rafforzamenti o indebolimenti delle valute più importanti. Il parallelo sviluppo dei computer e delle telecomunicazioni rese poi possibile la trasmissione in tempo reale delle informazioni, nonché di operazioni finanziarie immediate. A differenza dei più tradizionali mercati azionari, quelli valutari non sono ubicati in un unico luogo, ma sono diffusi in tutto il mondo nelle apposite sale di contrattazione degli enti finanziari e delle multinazionali.

Funzioni del mercato dei cambi

La principale funzione del mercato dei cambi consiste nell’agevolare l'incontro tra gli operatori che richiedono valute diverse, ottemperando al soddisfacimento di due necessità degli operatori: una prima connessa alla copertura, svolta a fronte di una specifica tipologia di rischio (rischio di cambio) conseguente a transazioni di natura commerciale e/o finanziaria; una seconda inerente invece a mere attività speculative, nella ricerca della realizzazione di profitti direttamente legati all'attività di trading.
Queste operazioni sono condotte sulla base di aspettative circa i futuri movimenti dei rapporti di cambio delle principali valute, assumendo di volta in volta posizioni rialziste e ribassiste o effettuando arbitraggi.

Procedura degli scambi sul Forex

Circa i due terzi degli scambi relativi alle valute straniere sono condotti per consegna a pronti. Occorrono due giorni lavorativi dalla data di scambio affinché le istruzioni relative alla liquidazione siano elaborate (in modi e tempi differenti); le altre operazioni avvengono invece a termine e possono scadere anche un anno dopo la data a pronti.
In tal senso, dunque, si definiscono a termine sia le contrattazioni secche, nelle quali si effettua un unico scambio di valute a una certa scadenza futura, sia gli Swap, nei quali vi è uno scambio di valute ad una data fissata ed un ricambio di valuta nella direzione opposta ad una scadenza successiva.

Della totalità degli scambi sulla piazza è difficile conoscere esattamente quale parte di questo ammontare derivi da scambi commerciali, ma si stima una percentuale tra il 5 e il 20 per cento; ciò non significa tuttavia che il restante 80-90 per cento sia relativo a movimenti speculativi: gran parte di tali valori, infatti, è dovuto alle transazioni interbancarie, attraverso le quali ciascuna banca compensa la propria posizione rispetto a quella di un’altra.

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