Un’iniezione di fiducia sui mercati come quella vista ieri non si vedeva da molto tempo, e forse era quello che aspettavano gli investitori, a giudicare dalle reazioni.
Il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha infatti dichiarato ieri che “all’interno del proprio mandato la Bce è pronta a tutto per preservare l’euro e che questo basterà!”. Seppur quanto detto contenga una componente di ovvietà, immaginiamo infatti che nessuno si aspettasse una dichiarazione esattamente contraria… il momento di difficoltà e la decisione con cui il presidente ha confermato che non sia possibile immaginare un’Eurozona senza un paese membro, ha decisamente convinto tutti.
I termometri del mercato, gli spread fra i solidissimi titoli di stato tedeschi (bund) e i titoli di paesi sotto osservazione come Spagna ed Italia, si sono mossi molto positivamente riducendo i distacchi: lo spread di casa nostra (Bund/Btp) è tornato sotto quota 500, toccando per la precisione 473, aiutato probabilmente in buona misura anche dall’asta di Ctz, andata totalmente completa e con richieste che hanno raggiunto quasi il doppio dell’offerta (4.44 miliardi richiesti e collocati 2.5). Lo spread Bund/Bonos ha ripiegato sino a 560 consentendo così di far chiudere il rendimento ieri al di sotto della fatidica soglia del 7% (che fino a qualche mese fa gli esperti consideravano come anticamera del default di uno stato).
In generale abbiamo visto movimenti positivi come non si vedevano da settimane, a cominciare dai listini (con Milano che ha chiuso con un ottimo +5.62%), per passare alle materie prime ed arrivare ai cambi dove abbiamo assistito a profondi ritracciamenti rispetto a quanto eravamo stati abituati dall’avversione al rischio in costante aumento.