Il Dollaro Usa torna sui suoi passa dopo il rafforzamento di settimana scorsa derivato dall’inflazione Usa  di agosto sopra le attese. L’attenzione adesso, è per la riunione di domani (20/9) della Federal Reserve. Intanto si avvicinano le elezioni politiche tedesche (il 24 settembre).

Tira il fiato la Sterlina dopo il balzo della scorsa ottava innescato dalla possibilità di ritocco all’insù dei tassi di Sua Maestà.

Sul fronte nord coreano continuano ad addensarsi i maggiori rischi geopolitici, ma per ora non si accende la miccia dell’avversione al rischio.

L’Euro ha confezionato una ottava di rifiato nei confronti del Biglietto verde senza tuttavia revisionare la segnaletica in corso.

Passiamo a commentare la fotografia della segnaletica operativa in corso sui cambi Eur/Usd e Gbp/Usd.

Eur/Usd

QUADRO GIORNALIERO 

L’arretramento, sviluppato a tratti alterni durante la settimana trascorsa, non ha procurato il formale smantellamento dell’indicazione rialzista nel quadro giornaliero, che ha potuto contare sin dal suo esordio (chiusura di mercoledì 21 agosto, da 1,1806)  di un presidio protettivo posto a 1,1730, avvicinato a 1,1820 dalla chiusura di giovedì 14 settembre (formalmente il precedente Modello di StopTrend rialzista ha lasciato il posto a quello di Boomerang superiore, in eguale vocazione rialzista, ma che assegna a futura memoria il carattere di attrazione al livello di 1,1820).

In precedenza, il Trend/segnale giornaliero dal 4 agosto aveva invece  configurato una proposta di debolezza operativa.

Per la seduta odierna (19/9) un epilogo sotto 1,1948 (a New York) metterebbe sotto osservazione il segnale rialzista di breve, mentre da stasera il presidio protettivo potrà essere innalzato a 1,1900.