Il brusco aumento dei prezzi put è un segnale di correzione per l’EUR/USD?

By Arnaud Masset

Da metà gennaio l’EUR/USD scambia all’interno di un’ampia fascia, con gli investitori sono ancora scettici rispetto a nuovi rialzi. Dopo aver toccato quota 1,2537 il 25 gennaio, la moneta unica è in calo ed è scesa fino a un minimo di 1,2206, per poi stabilizzarsi intorno 1,2320.

Se guardiamo al mercato delle opzioni, si nota che il prezzo delle opzioni put è salito costantemente dal 2 gennaio, soprattutto per le scadenze più brevi; ciò significa che tendenzialmente i partecipanti al mercato si stanno preparando a una correzione dell’EUR/USD. Ieri l’indice dell’inversione di rischio delta-25 a 1 settimana ha toccato il -0,6375%, quello a un mese si è attestato al -0,7725%, a fronte rispettivamente dello 0,22% e dello 0,2625% del 2 febbraio. Finora il brusco aumento dei prezzi put non ha inciso sul mercato spot. Questa divergenza di prezzo tende, però, a suggerire che gli investitori si stanno posizionando per un dollaro USA più forte. I prossimi mesi saranno in effetti cruciali per la Fed, che, con il suo nuovo capo Jerome Powell, a marzo dovrebbe alzare il tasso d’interesse. Inoltre, l’aumento delle pressioni inflazionistiche negli USA ha obbligato gli investitori a rivedere al rialzo le loro previsioni sui rialzi del tasso.

Mercati mondiali in ripresa dopo il forte calo

By Vincent Mivelaz

Dopo il recente calo delle borse, questa settimana stiamo assistendo a un miglioramento diffuso sui mercati. L’indice MSCI World Index ha guadagnato il 1,22%, chiudendo a 2.076 punti, incremento massimo dal 24 aprile 2017, sostenuto da materiali (+1,79%), IT (+1,67%), energia (1,64%) e titoli industriali (1,20%). I mercati USA hanno ampliato i guadagni di venerdì. Il Dow Jones Industrial Average è salito a 24.601 punti (+410 punti o +1,70%), dirigendosi verso la resistenza oraria a 25.293 (massimo 7 febbraio 2018). Anche l’S&P500 a 2.656 punti (+1,39%) e il Nasdaq a 6.981 (+1,56%) hanno mostrato un analogo slancio al rialzo. In Europa l’Euro Stoxx 50 è salito a 3.368 punti (+1,27%), riprendendosi lentamente dalle pressioni a vendere dell’ottava precedente (andamento settimana scorsa: -5,60%). Il DAX tedesco e il CAC40 francese hanno guadagnato rispettivamente l’1,45% e l’1,20%. Anche i mercati asiatici seguono per lo più questo andamento, l’Hang Seng di Hong Kong al momento è a 29.878 punti (+1,35%), anche il Kospi coreano e l’S&P/ASX200 australiano sono in rialzo, a 2.395 (+0,41%) e 5.856 punti (+0,60%). I mercati giapponesi sono invece in ritardo, con il Nikkei 225 in calo a 21.254 punti (-0,65%), dopo che Shinzo Abe venerdì ha annunciato che nominerà di nuovo Kuroda per un secondo mandato al vertice della Banca del Giappone, la cui politica monetaria consiste nel mantenere una politica accomodante, riducendo così le pressioni sullo yen giapponese (USD/YEN a 108 o -0,62%).