Ancora un altro esempio ieri che ha mostrato come la moneta unica si dimostri piuttosto inerte di fronte alle brutte notizie: un altro segnale che la qualità dell'azione dei prezzi è molto diversa in questi giorni. Nonostante l’outlook negativo emesso da Moody’s sulla prospettiva del debito sovrano nella zona euro, l'euro ha scelto di concentrarsi su altri sviluppi. Le aste spagnole e olandesi sono andate bene e l’indice del sentimento economico ZEW in Germania per febbraio é stato significativamente più alto del previsto. L’ultima lettura dello ZEW ha infatti evidenziato come i dati attuali suggeriscano che il recente rallentamento non dovrebbe durare molto a lungo e che la crescita potrebbe accelerare nel secondo semestre. Dopo essere sceso a 1,3125 all’inizio della sessione di Londra, l'euro ha recuperato e ora è tornato sopra 1,32. Una maggiore copertura delle posizioni corte e acquisti di fondi sovrani sono alla base di questa recente tendenza. In questi giorni, l'euro sembra davvero avere difficoltà a mantenere livelli più bassi, e ciò deve essere incoraggiante per i tori. Aspettiamo di vedere come e se il posticipo della riunione dell’Eurogruppo per ratificare le misure di austerità in Grecia, in origine prevista per oggi, ma ora ridotta ad una semplice conference call, avrà effetti sulla moneta unica.
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Moody’s sta recuperando lentamente il suo ritardo. Piuttosto in ritardo, Moody ha finalmente riconosciuto che i rating AAA sul debito della Francia e del Regno Unito non possono più essere ragionevolmente difesi. Analizzando da vicino le ragioni della sua decisione sulla Francia in particolare, ci ritroviamo con la netta impressione che la volontà di Moody sarà quella effettivamente di degradare il rating ad un certo punto. Un punto particolarmente critico è l’analisi sul deterioramento dei parametri del debito pubblico francese, che Moody’s ha giustamente descritto come "tra i più deboli tra i suoi pari grado di rating Aaa". Il debito pubblico continua a salire fino al punto dove si trova ora, allo stesso pesante livello di indebitamento del Regno Unito e degli Stati Uniti. Inoltre la capacità della Francia di far fronte a questo potenzialmente enorme debito è complicata dal fatto che essa non è l’ "unico emittente di debito a rischio in valuta euro." Moody’s dubita anche della capacità dei politici francesi di realizzare a medio termine misure di austerità e di stabilizzare quindi il crescente debito pubblico. Ciò che è altamente preoccupante è che al governo francese sarà richiesto di fornire ulteriore assistenza finanziaria per aiutare gli altri membri UE in difficoltà e per consolidare il suo sistema bancario. Francament, è molto difficile giustificare un rating Aaa per la Francia in questo momento, e un downgrade (da parte di Moody’s e/o S&P) sembra oramai inevitabile nel corso di quest'anno. Allo stesso modo anche per il Regno Unito la difesa del proprio rating di debito Aaa sembra sempre più problematica. Moody’s sembra particolarmente irrequieta a causa del continuo peggioramento delle prospettive di crescita che potrebbe potenzialmente far deragliare tutti gli sforzi in corso per consolidare le finanze pubbliche. Secondo Moody’s, il rapporto debito pubblico/PIL si stabilizzerà più lentamente e ad un livello più alto di quello previsto dal governo e in più questo fardello di debito sarà piuttosto elevato rispetto a quello dei pari rating Aaa. In sintesi Moody’s riassume: “La combinazione di un crescente debito nel medio termine e il trend inferiore di crescita economica rispetto al previsto mette in discussione la capacità del governo di mantenere il rating tripla A". Come ha spiegato Moody correttamente, ci sono una serie di fattori che continuano a sorreggere l’affidabilità del debito del Regno Unito, tra cui un’economia diversificata e “altamente competitiva”, un mercato del lavoro flessibile e un settore bancario che è molto più fortemente capitalizzato ultimamente. Inoltre il Regno Unito beneficia di varie riforme strutturali che contribuiranno alla crescita nel medio termine. La maturità a lunga scadenza del debito pubblico aumenta la capacità di assorbimento degli shock da parte del governo, il Regno Unito ha poi una propria moneta e banca centrale indipendente con una forte credibilità internazionale. Infine il governo è fermamente impegnato per il consolidamento fiscale a differenza di alcuni altri paesi europei. In termini di rating del debito, la Francia ha più di che preoccuparsi rispetto al Regno Unito, ma neanche quest’ultima può adagiarsi sugli allori, pretendendo di restare a lungo sul gradino più alto.