A circa due settimane dalla prossima riunione di politica monetaria della Federal Reserve, l’appuntamento con il FOMC (Federal Open Market Committee ndr) torna ad essere centrale nel posizionamento degli operatori di mercato.

Infatti, la probabilità di un rialzo dei tassi torna sopra il 50% dai livelli prossimi al 40% della scorsa settimana, con buona pace dei tassi dei fed funds che tornano a salire in vista anche del discorso di questa sera State of the Union di Donald Trump.

Se da un lato la FED ha sempre dichiarato l’approccio data-oriented, dall’altro sono sempre più insistenti le voci di chi, all’interno del consiglio direttivo, è preoccupato che il mix di politiche della nuova amministrazione produca un surriscaldamento dell’economia e quindi la possibilità che la politica monetaria arrivi in ritardo a governare un’inflazione in aumento.

Sul fronte mercati, la sessione asiatica ha restituito risultati contrastanti e comunque guidati da una certa cautela. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso con un timido +0.06% con Shanghai a +0.40% e Hong Kong a -0.77% In Europa dopo un iniziale recupero, i mercati sono virati in negativo attestandosi solo marginalmente al di sotto della parità.

Ha contribuito al rallentamento dei rialzi anche l’arretramento delle quotazioni del greggio con i principali contratti in discesa: il Brent storna fino a quota 56.30 $/barile, mentre il WTI si ferma a 53.90 $/barile.

Market Movers

00:50 Giappone Produzione industriale m/m cons. 0.3% prec. 0.7%

08:45 Francia PIL a/a cons. 1.1% prec. 1.0%

08:45 Francia Inflazione a/a cons. 1.7% prec. 1.3%