Europa arranca ancora per la crisi del debito sovrano, la Grecia è vicina al default, il Portogallo è ancora in disperato bisogno di liquidità, la propensione al rischio finora quest'anno è stata una piccola rivelazione. Alcuni mercati azionari principali come il DAX e l’Hang Seng sono a +10%; anche l’azionario dei Paesi BRIC sta facendo rombare i motori con il Sensex e il Bovespa che registrano finora una percentuale a due cifre nei guadagni nel 2012; l'Aussie è su quasi del 5% e il prezzo dell'oro é saltato in su di più di 150 USD. Una serie di spiegazioni può essere avanzata per dare conto di questa ondata di ottimismo. In primo luogo finora l'economia americana non è in gran parte influenzata dai malesseri dell'Europa, nonostante le ipotesi di Bernanke che una espansione delle politiche di QE potrebbe essere in effetti necessaria. In secondo luogo l’ardita scommessa di Mario Draghi di rifornire le banche d'Europa che si trovano in difficoltà con fondi illimitati per tre anni ha sicuramente contribuito a stabilizzare la situazione. In terzo luogo, se gli investitori e i trader avevano temuto quasi un Armageddon finanziario verso la fine dello scorso anno, e del resto alcune delle attività d'acquisto a cui si é assistito fino ad ora lo testimoniavano, quest'anno vede invece una certa normalizzazione di queste posizioni estreme. Quanto siano sostenibili questi guadagni e se sono destinati a continuare resta da vedere. È ancora un compito relativamente facile ipotizzare un terrificante scenario da orsi, tenuto conto delle molteplici difficoltà rimaste ancora irrisolte in Europa e l’eventualità per la Cina di dover affrontare una simile dinamica di debito distruttiva a un certo momento. Per adesso comunque è inutile fasciarsi la testa.